rotate-mobile
Politica

Testamento biologico, medici "spaccati" in commissione

All'audizione, due contrari e due favorevoli. Menard: "Rischio di strage di innocenti". Riccio: "No, è un problema urgente"

Non solo i politici ma anche i medici e gli esperti di bioetica si dividono sul registro delle dichiarazioni anticipate di fine vita (cosiddetto "biotestamento"), tema "caldo" della discussione a Milano in questo periodo. Nel pomeriggio di martedì 26 in commissione a Palazzo Marino sono stati sentiti quattro esperti: due si sono espressi a favore del registro, altri due contro.

Molto forti le parole di Sylvie Menard (oncologa dell'Istituto dei Tumori) che ha parlato di "rischio di una strage degli innocenti". Secondo la Menard, i punti critici sono le modalità per il ripensamento, la forma del documento da conservare e il livello di consenso informato. "Sarebbe meglio - ha detto l'oncologa - dare vita a un ufficio di consulenza ai pazienti, altrimenti si rischia una strage di innocenti". Sull'incapacità a intendere e volere come criterio la Menard è stata fortemente dubbiosa. D'accordo con lei Augusto Caraceni (sempre dell'Istituto dei Tumori).

Di opposto parere Mario Riccio, anestesista di Piergiorgio Welby e candidato in regione per il Psi: "E' un problema urgente perché la medicina spesso cronicizza alcune malattie", ha affermato, aggiungendo che all'amministrazione sarebbe chiesta la semplice "conservazione di un documento scritto dal cittadino". Con lui Alberto Scanni, del Fatebenefratelli, per il quale "è positivo che un ente pubblico si faccia carico di raccogliere le volontà dei suoi cittadini". Scanni ha però chiesto un maggiore coinvolgimento dell'ordine dei medici e del medico di famiglia.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Testamento biologico, medici "spaccati" in commissione

MilanoToday è in caricamento