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Dogana tra Italia e Svizzera

Dogana tra Italia e Svizzera

La Svizzera vota contro gli immigrati. Maroni: "Ora zona franca in Lombardia"

Passa (con uno scarto risicatissimo) il referendum che mette un tetto al numero di immigrati. Salvini: "I frontalieri lombardi non perderanno il lavoro"

La Svizzera approva un referendum contro l'immigrazione di massa. Il Paese in realtà si spacca: i "sì" tra i cittadini ottengono il 50,3% (maggioranza risicatissima) e il "sì" vince in 14,5 cantoni (i semi-cantoni sono considerati per metà) mentre il "no" è in vantaggio in 8,5 cantoni.

Ma il risultato è quello che conta: e si fa subito sentire la reazione dell'Unione europea, secondo cui il risultato elettorale va contro il principio della libera circolazione delle persone tra Svizzera e Ue, sancito da una intesa entrata in vigore nel 2002 che, tra l'altro, prevede l'assenza di controlli alla frontiera ma anche diritti di ingresso, soggiorno e lavori reciproci. Berna non ignora questo punto e infatti replica che - essendo il risultato referendario vincolante per il governo - occorrerà al più presto rinegoziare gli accordi con l'Unione.

A votare "no" sono stati soprattutto gli svizzeri francofoni mentre nella Svizzera tedesca soltanto in due cantoni (Zurigo e Vallese) vincono i "no". Ma è il canton Ticino, quello più vicino alla Lombardia, a vedere i "sì" trionfare, con oltre il 68% dei consensi. Un voto, quello del cantone di lingua italiana, determinante per il risultato complessivo.

Il Ticino è uno dei cantoni con la disoccupazione più alta di tutta la Svizzera: 5,1% della popolazione attiva nel gennaio 2014. Ed è anche quello in cui lavorano più italiani, per ovvie ragioni di vicinanza non solo territoriale ma anche linguistica e culturale. Molti sono i "frontalieri", cioè persone che vivono in Italia e lavorano in Ticino. Per Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, per loro non c'è alcun rischio: "Sono sicuro - ha dichiarato - che nessuno di loro perderà il lavoro".

E Roberto Maroni, governatore della Lombardia, annuncia che chiederà una "zona franca" in Lombardia per tassare le attività produttive a un livello allineato a quello svizzero. "I lombardi che lavorano in Svizzera contribuiscono al benessere del Ticino, sono un sostegno all'economia di quel Paese. Noi parliamo di contrasto all'immigrazione clandestina, mentre in Italia con un regolare contratto di lavoro non hai problemi. In Svizzera vogliono limitare anche chi i regolari contratti ce li ha".

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