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Martedì, 16 Aprile 2024
La polemica

Il Pd contro il leghista Piscina per la frase sui trans malati di Aids: "Scuse o dimissioni"

Lettera del Pd alla presidente del consiglio comunale per denunciare l'incompatibilità delle parole di Piscina con il ruolo di consigliere comunale

Scuse o dimissioni. I consiglieri del Partito democratico sono perentori nel giudizio sulle parole espresse lunedì 4 marzo, in consiglio comunale a Milano, dall'esponente della Lega Samuele Piscina, quando ha affermato che in via Mosso, zona via Padova, "c'erano transessuali che sputavano sangue infetto alle forze dell'ordine", scatenando sul momento l'indignazione di Michele Albiani, consigliere del Pd ("saresti da querela, sei uno schifoso, vergognati!"). 

Giovedì i 'dem' tornano alla carica: hanno preso carta e penna e scritto alla presidente del consiglio comunale, Elena Buscemi, per rimarcare - si legge in una nota che riporta stralci della lettera - "l'incompatibilità delle parole dell'esponente leghista con il ruolo di consigliere e le responsabilità che comporta".

Non una richiesta d'azione disciplinare (non prevista dal regolamento), ma quella di scusarsi o di rassegnare le dimissioni. Una richiesta politica, rimarcata dall'azione contro il linguaggio d'odio, ricordando che la stessa Buscemi aveva convocato una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio per dibattere di questo argomento. Nella lettera e nella nota stampa, i consiglieri del Pd condannano anche "le parole d'odio che lo stesso consigliere Piscina ha ricevuto sui social". Insomma, l'hate speech non va bene in alcun caso.

Elena Buscemi ha accolto la richiesta dei 'dem' (il suo stesso partito, tra l'altro) condividendo il richiamo all'utilizzo di parole e comportamenti consoni all'istituzione. E ha annunciato che la lettera del Pd verrà inoltrata a tutto l'ufficio di presidenza, al capogruppo della Lega e alla segreteria cittadina del partito di Piscina.

Piscina, mercoledì, aveva parlato di "accuse ridicole" e di "assurda polemica sui diritti Lgbtq", ribadendo di avere riferito (al plurale, va detto) un "singolo episodio realmente accaduto sotto i miei occhi", ovvero una transessuale che aveva sputato del sangue autodichiarandosi "malata di Hiv per tenere lontani" gli agenti presenti sul posto. 

La Lega: "Ci scusiamo, ma anche il Pd fu inaccettabile"

Giovedì è poi arrivata una risposta del capogruppo e della vice capogruppo in consiglio comunale della Lega, Alessandro Verri e Deborah Giovanati: "Chiediamo noi scusa per il consigliere Piscina se qualcuno dovesse essersi offeso dalle sue parole, per una frase travisata". Per poi aggiungere: "È inaccettabile un certo tipo di linguaggio, per di più in una istituzione, e ci assumiamo tutta la responsabilità per un componente del nostro gruppo politico. Per questo motivo pretendiamo lo stesso rispetto da parte del consigliere Albiani che non si può permettere di offendere la Lega di Milano dicendo che è arretrata dal punto di vista umano e culturale, offendendo deliberatamente i componenti del gruppo sia del Comune che dei Municipi".

Verri e Giovanati hanno ricordato che i consiglieri del Pd avevano "urlato con violenza verso la consigliera Giovanati di 'stare zitta' quando legittimamente esprimeva la propria opinione sull'utero in affitto". 

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