Trasporto pubblico, l'emendamento della Lega per togliere potere a Milano. È polemica

La Regione vuole diminuire il peso del comune di Milano e della Città Metropolitana: attualmente (sommate) hanno il 62,2%, la Lega vuole portarli al 45%

Due tram a Milano, immagine repertorio

Alleggerire il peso del comune di Milano nell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale per aumentare quello dei piccoli comuni. È questo l'emendamento alla legge di Legge di Semplificazione che è stato presentato nella giornata di giovedì 7 novembre dalla Lega in Commissione Infrastrutture e Territorio della Regione e approvato con modalità e in circostanze confuse.

Emendamento — firmato dai leghisti Andrea Monti, Massimiliano Bastoni e Silvia Scurati — che ha scatenato la rivolta dei consiglieri di minoranza (Pd, M5s, Lombardi Civici Europeisti), sia nel merito sia per come è stato approvato.

Agenzia del trasporto pubblico locale: come è composta

L'agenzia è partecipata dal comune di Milano per il 50% delle quote, dalla Città Metropolitana di Milano per il 12,2% e un altro 10% è di proprietà della Regione. La restante parte è divisa tra le province di Monza (7,3%), Pavia (6,2%) e Lodi (2,4%) e dai Comuni capoluogo: Monza (3,4%), Lodi (2,4%) e Pavia (6,2%).

Sindaco di Città Metropolitana e di Milano, per la Legge Delrio, coincidono e da questo nasce l'emendamento presentato da Monti, Bastoni e Scurati secondo cui ci sarebbe una "limitazione della partecipazione degli enti locali a scelte determinanti per servizi che li riguardano".

Il carroccio, attraverso il suo emendamento, vuole riservare un 10% a testa ai rappresentanti dei comuni sotto e sopra i 15mila abitanti e lasciare al duo Comune di Milano e Città Metropolitana non più del 45%.

L'emendamento, approvato con 37 voti favorevoli e 7 contrari, dovrà superare l'esame del consiglio regionale. La data? Il 26 novembre.

La posizione del Pd

"È vendetta politica che avrà ricadute negative sul trasporto pubblico locale di tutta la Lombardia ma questo alla Lega non sembra interessare molto, mentre le importa di poter usare i propri sindaci per condurre una guerra politica alla giunta di Beppe Sala — ha dichiarato il capogruppo del Pd in Regione Fabio Pizzul —. L’emendamento approvato oggi è veramente il segno di una politica fatta a dispetto dei cittadini, volta esclusivamente ad aumentare il proprio potere e a mettere i bastoni tra le ruote alle amministrazioni a guida Pd e centrosinistra".

La posizione del M5s

"Si rischia il caos, in un clima da mercato ortofrutticolo la Lega ha modificato pesantemente la composizione delle agenzie di trasporto pubblico — ha spiegato Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia —. Ancora una volta arriva l’emendamento dell’ultimo minuto utile solo a buttarla in caciara tra Lombardia e Comune di Milano. A perderci sono i cittadini, viaggiatori e pendolari, che invece di un piano coerente sul futuro del trasporto si troveranno modifiche che impatteranno pesantemente nella composizione delle Agenzie che non navigano in buone acque".

"Eravamo pronti a discutere di una maggiore rappresentanza dei comuni nelle agenzie ma con un piano coerente e dati alla mano, non con un emendamento scritto con i piedi e di cui nessuno ha studiato, nemmeno gli uffici tecnici, la portata. È vergognoso che la Lega pretenda di governare solo a suon di blitz di maggioranza — ha concluso Di Marco —. Non ci si lamenti poi dei risultati penosi del trasporto pubblico locale in Lombardia".

La posizione della Lega

L’emendamento punta ad impedire che si ripeta nuovamente quanto accaduto con l’introduzione del biglietto unico integrato, dove la fretta e le esigenze di bilancio del Sindaco Sala hanno prevalso sull’interesse comune, che avrebbe imposto più attenzione e meno fretta nell’implementazione — ha dichiarato Andrea Monti —. Inoltre gli interventi dei commissari Pd hanno evidenziato soltanto la loro totale non conoscenza della materia legislativa che regola le agenzie del trasporto, concentrandosi ancora una volta solo e unicamente su Milano, i cui amministratori pretendono di fare e disfare in barba ai territori circostanti".

"Con la nostra modifica — ha proseguito Monti — allarghiamo la governance, coinvolgendo maggiormente tutti i soggetti interessati, al fine di creare un processo decisionale all’interno delle agenzie per il trasporto che risponda realmente alle esigenze della collettività".

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