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Tribunale brevetti, perchè è un'occasione da non perdere. Ma (solite) frecciate tra Sala e Fontana

L'organismo europeo potrebbe "rimpiazzare" la delusione dell'Agenzia del farmaco

"È giusto e necessario che il nostro Paese rivendichi la sede del Tribunale dei Brevetti. E risponde a criteri oggettivi la candidatura di Milano, la città italiana di gran lunga più attiva sul fronte brevettuale. Il punto è come si fa a portare avanti la candidatura. I leghisti usano l’unico metodo che conoscono: slogan, accuse agli altri di immobilismo, il solito parlarsi addosso. Noi facciamo le cose in modo diverso".

Risponde così, il sindaco Beppe Sala, al governatore Attilio Fontana che, nelle scorse ore, aveva criticato l'immobilismo del governo nel candidare Milano come sede dell'importante organismo europeo, che non può rimanere a Londra. Dopo la Brexit, infatti, Milano ha già perso l'Agenzia del farmaco, andata ad Amsterdam "alla monetina".

"Pur in uno scenario incerto prepariamo una sede, di fianco al Tribunale di Milano. Tramite deputati e senatori del Pd facciamo interrogazioni costruttive ai Ministeri competenti. Facciamo squadra con i rappresentanti delle imprese e dei professionisti interessati. E lasciamo ad altri la possibilità di guadagnarsi una citazione creando una polemica per “addetti ai lavori” invece che giocare in squadra", prosegue il primo cittadino scostandosi dalle accuse di immobilismo. 

"Qualche giorno fa, ho rilanciato il dibattito politico sull'inerzia del Governo che ancora non ha proposto la candidatura di Milano quale sede del Tribunale europeo dei brevetti dopo la Brexit. Dall'inizio del mio mandato la Regione ha lavorato per portare a Milano la sede del Tribunale europeo dei brevetti, lo ha fatto attraverso un dialogo costruttivo non solo con la Corte di Appello di Milano quanto con le istituzioni milanesi e le associazioni industriali e professionali lombarde - aveva polemizzato Fontana -. Da almeno due anni sono state avviate interlocuzioni con il Governo Conte e mi meraviglio come mai, a due settimane dalla scadenza del termine per la candidatura di Milano, l'inerzia del governo spinga i rappresentanti della maggioranza a presentare interrogazioni parlamentari". Poi l'invito a fare in fretta: "Il mio intervento, di qualche giorno fa, ha palesato non solo l'urgenza della presentazione della candidatura quanto la scarsa coesione interna del Governo centrale. Oggi non c'è più tempo da perdere, Milano è pronta ad ospitare la sede del Tribunale europeo dei brevetti il Governo è tenuto ad agire. Milano e il comparto industriale del nord non possono più attendere", ha concluso.

Il Tribunale dei brevetti: un'occasione da non perdere

Avere la sede di quest'organo europeo a Milano sarebbe un'occasione da non perdere. "È una cosa molto importante, vorrebbe dire avere in Italia un organo composto fa giudici di non solo italiani, in grado di decidere in cause di contraffazione e validità brevettuale", sottolinea un professionista del settore a MilanoToday. "Porterebbe competenze e prestigio (anche lavoro) in uno degli ambiti in cui a livello comunitario non sempre siamo stati visti non bene, la giustizia. Purtroppo, però, in Italia manca una visione di insieme e la candidatura ufficiale non è ancora stata presentata nonostante si stia parlando di questo dal giorno dopo la Brexit", prosegue. 

Nel Governo non ci sarebbe unità d'intenti: se Italia Viva e Pd preferiscono Milano, il Movimento 5 Stelle vorrebbe virare con decisione verso Torino, città con retaggio industriale amministrata da Chiara Appendino, sindaco 5 Stelle. Una cosa è certa: bisogna prendere una decisione univoca e rapida. Rinunciare a presentare una città italiana come probabile sede del Tribunale significherebbe lasciar perdere potenzialmente a un’occasione di indotto, calcola il Sole24Ore, di circa 300 milioni di euro all’anno. La concorrenza è sempre la "solita": Parigi o Amsterdam sono le capitali più accreditate. Ma Milano è una candidata europea agguerritissima, con un alto numero di brevetti depositati ogni anno, e in grado di poterla spuntare. 

A inizio agosto gli esponenti della maggioranza avrebbero inviato una lettera al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per chiedere che venga presa "una decisione rapida e condivisa da parte del governo, in tempo utile per ufficializzare la candidatura prima della riunione del Comitato del 10 settembre 2020". E il tempo stringe sempre di più.

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