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Aler: "Se non compri casa, ti cacciamo dopo marzo"

Cominciata la procedura di vendita di quasi 9 mila alloggi. Forte sconto, ma molti non hanno comunque i soldi per comprare

Case popolari a Milano

Dopo l'annuncio del piano di vendita di quasi 9 mila appartamenti Aler, è scoppiata la polemica. Sono già arrivate molte lettere agli inquilini e i termini sembrano, a molti, un po' troppo perentori. Viene proposto un prezzo fortemente scontato rispetto al valore di mercato (del 44%) ma con termine tassativo di metà marzo 2015, dopodiché - ai sensi di legge - Aler provvederà al trasferimento ad altro alloggio. Questa almeno la "promessa" (non poco simpatica) che ha fatto sobbalzare molte persone.

Molti infatti non hanno i soldi per acquistare gli appartamenti, nemmeno col forte sconto. Per Aler il motivo della vendita è la necessità di "liberarsi" di appartamenti posti in edifici non tutti di proprietà dell'azienda, con la conseguenza che spesso viale Romagna è in minoranza nelle assemblee condominiali e non riesce a imporre una "linea bassa" nella manutenzione ordinaria e straordinaria. Insomma, questi alloggi costano troppo all'Aler, che quindi vuole liberarsene.

Durissima Lucia Castellano, consigliera regionale del Patto Civico Ambrosoli, che ricorda che la Costituzione "riconosce che deve esserci un finanziamento pubblico per l'edilizia popolare: Aler non deve mantenersi solo con i canoni di locazione".

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