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I Verdi: "Un dibattito pubblico per salvare San Siro"

I consiglieri comunali danno ancora battaglia dopo la delibera che ha confermato il pubblico interesse sul nuovo stadio

No al referendum, sì al dibattito pubblico. Sarà questo il modo in cui verrà discusso con la cittadinanza il tema dello stadio di San Siro che il Milan e l'Inter vorrebbero costruire a fianco dell'attuale Meazza e per il quale, sotto condizioni piuttosto rigide, la giunta di Milano ha appena confermato la dichiarazione di pubblico interesse (assenti Elena Grandi dei Verdi e Gaia Romani del Pd, gli altri assessori hanno votato a favore). 

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Lo strumento del dibattito pubblico è stato introdotto dal regolamento sulla partecipazione voluto dall'ex assessore Lorenzo Lipparini (Radicali/+Europa) ed è stato già utilizzato per la riapertura dei Navigli, un tema poi completamente accantonato perché non c'erano più i soldi necessari. Per sua natura, il dibattito pubblico non è in grado di coinvolgere la cittadinanza nel suo complesso, ma solo quella molto interessata all'argomento. La formula, ripresa dall'esperienza francese, prevede una serie d'incontri ristretti (guidati da tecnici esperti del Comune) e una sorta di 'resoconto' finale, che viene consegnato all'amministrazione. La quale, ovviamente, non è tenuta a recepirne le conclusioni.

Il Pd non vuole un referendum

Sarà forse per questo che il Partito democratico, con il suo capogruppo Filippo Barberis, ha 'aperto' al dibattito pubblico mentre ha chiuso del tutto le porte a un referendum cittadino, il cui esito sarebbe ben più significativo soprattutto se con ampia partecipazione al voto. I Verdi, entrati in consiglio comunale con tre esponenti (oltre all'assessora Grandi), spingono molto sul dibattito pubblico. "La giunta - si legge in una nota degli ecologisti - ha approvato l'interesse pubblico dell'opera ma è ancora un totale mistero su come saranno ripensate volumetrie e le fasi della costruzione di un progetto che resta monstre".

I Verdi dunque 'spingono' fortemente per il dibattito pubblico ma sottolineano che "resta aperta l'opzione referendum, qualora la società civile milanese manifestasse la ferma volontà di opporsi a un progetto antiecologico, che non rispetta la memoria calcistica né fa l'interesse dei milanesi, in cambio di risorse incerte per rigenerare il quartiere Aler intorno a piazzale Selinunte".

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