“Rosa stellata – Due donne. Una storia”: il romanzo d’esordio di Alessandra Tucci

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Parole che diventano storie. Questa è la forza di Alessandra Tucci e del suo romanzo d'esordio "Rosa Stellata - Due donne. Una storia". Dopo numerosi testi tecnici, legati alla sua professione di avvocato, Alessandra Tucci è riuscita a dare libera uscita ai suoi personaggi, pieni di emozioni dipinte con la voglia di lasciare al lettore quello spazio privato che si chiama immaginazione.

Una scrittura raffinata, che spazia tra il linguaggio via via più ricercato ed ironico di Rosa, il quale si confronta e si scontra con quello più frizzante e solare di Astrid. Due donne e una storia. Una dimensione reale che la scrittrice riesce a dare alle due protagoniste del romanzo.

Frase dopo frase, il lettore accompagna la protagonista (Rosa) in un percorso volto a recuperare - suo malgrado - i frammenti del puzzle che compongono le loro storie. Fino ad arrivare all'ultimo tassello. All'ultima riga del romanzo. Percorso necessario per comprendere che quello è solo il punto di partenza. Per capire che la vita ha un senso, solo se si esce dal torpore. Decidendo di vivere e non di sopravvivere.

Descrizione - Astrid è distesa tra lenzuola e cuscini bianchi, tanti cuscini. Rosa è seduta su una sedia, in un equilibrio che non ha nulla di stabile. Il viso di Astrid è bianco, delineato ed estrapolato dal bianco dei cuscini dal caschetto nero che ne segue il profilo. I suoi occhi sono blu e sono fissi, semiaperti e persi. I riccioli biondi di Rosa fanno da cornice ad un caleidoscopico gioco di rossi, i suoi occhi si improvvisano verdi e grigi in una perfetta sincronia cromatica. Astrid tace, immobile. Rosa non smette un solo minuto di parlare, in moto perpetuo sulla sua sedia. Il corpo di Astrid è un corpo rotto, Astrid è in stato di completa incoscienza. Il corpo di Rosa è un corpo spanato, instancabilmente mobile. Entrambe hanno 36 anni ed entrambe, dentro, hanno l'anima intrappolata. Si conoscono così, Astrid e Rosa, dentro una stanza di ospedale. Al capezzale di Astrid, Rosa le si presenta come la sua nuova infermiera o forse, meglio, come la sua nuova dama di compagnia. La dama di compagnia imbambolata di una donna bambola. Un primo contatto nella totale incomunicabilità tra un corpo che vomita parole a secchi ed un corpo completamente chiuso. Ma accade qualcosa e quel contatto penetra a fondo, raggiunge le anime e si spande a raggiera, arrivando a toccare e travolgere il passato delle due donne e, a cascata, il presente ed il futuro. Di Rosa e di Astrid.

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