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La telemedicina sbarca al Niguarda: in due mesi assistiti 300 pazienti

Il sistema è stato sviluppato dal nosocomio e potrebbe diventare realtà per altre Ats della Lombardia

Visite ambulatoriali direttamente a casa attraverso la telemedicina. È il nuovo progetto sperimentale attivato all’ospedale Niguarda, un servizio che è stato messo a punto proprio dalla Ca’ Granda negli scorsi mesi e utilizzato (a ottobre e novembre) per circa 300 pazienti in cura presso gli ambulatori di diabetologia, unità spinale, medicina riabilitativa e neuroriabilitazione, hepatitis center, cardiologia diagnostica e riabilitativa.

Attraverso la visita a distanza il medico può interagire a distanza con l’assistito e, con l’eventuale supporto del caregiver, può dar luogo anche alla prescrizione di farmaci o di cure. A fine sessione la valutazione e gli esiti sono caricati nel Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente, per poter essere consultato anche dal proprio medico di medicina generale o da altri specialisti. Questo strumento, spiegano dall’ospedale, è utile sopratutto nei percorsi di follow-up, nel monitoraggio della terapia in corso (come per il rinnovo piano terapeutico o modifica dello stesso), nelle attività di valutazione anamnestica per la prescrizione di esami o per quei in casi in cui è richiesta una stadiazione della patologia (nota o sospetta). 

Come vengono svolte le visite a distanza

Per effettuare le "visite a distanza" viene utilizzata una specifica piattaforma regionale digitale che consente di mettere in contatto lo specialista ospedaliero con il paziente a casa. La possibilità di attivare questo nuovo servizio viene valutata dal medico ospedaliero che, durante una visita ambulatoriale o telefonicamente, concorda con il proprio assistito le modalità per avviare i controlli.

La piattaforma a cui si può accedere collegandosi da PC, tablet o smartphone consente inoltre lo scambio di documenti, immagini e video tra medico e paziente con caricamento e visualizzazione in tempo reale degli allegati. Il paziente può così inviare allo specialisti referti di visite o esiti di esami, lo specialista può richiedere d’altra parte immagini che consentano una visione più accurata su aree che richiedano sorveglianza e una valutazione. 

La telemedicina potrà essere estesa

L’ospedale milanese ha contribuito alla progettazione della piattaforma digitale e alla fase di test, per poi estenderlo a tutte le strutture socio-santarie del sistema regionale che vorranno adottarla. 

“Le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione e la digitalizzazione che va via via sempre più affermandosi offre nuove possibilità di assistenza. La pandemia da coronavirus ha accelerato questi processi e siamo contenti di essere la poter mettere a disposizione dei pazienti questa opportunità. – commenta Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda- Così come è successo per la scuola con forme di lezioni a distanza anche la sanità può offrire nuove forme di assistenza che assicurino lo stesso livello di accuratezza delle visite in presenza ma con una modalità più agile per i pazienti”

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