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Repertorio

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La scuola secondo Draghi: cosa cambierà a breve e l'idea di anticipare l'inizio dell'anno

L'ipotesi di anticipare l'inizio del prossimo anno scolastico 2021-2022 a inizio settembre

La scuola sarà al centro delle politiche del nuovo Governo guidato da Mario Draghi. Questa è la migliore notizia possibile per studenti, genitori e insegnati. Durante il suo discorso al Senato, Draghi ha riservato grande spazio al tema soprattutto spiegando cosa cambierà nei prossimi mesi dall'anno scolastico 2021-2022 in avanti? 

Scuola, le novità del governo di Mario Draghi

“La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze - ha ammesso Draghi in Senato - Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il 61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza. Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza".

L'anno scolastico 2021-2022 inizierà prima?

In concreto, che cosa significherà per gli studenti italiani? Che cosa è realistico aspettarsi? Draghi ha messo in chiaro che serve una ricognizione degli apprendimenti, per capire cosa è stato perso in questi mesi. Quindi confermatissimi i test Invalsi che cominciano il 1° marzo con le quinte superiori, poi tra aprile e maggio in media ed elementari. Il neo-ministro Bianchi (che deve decidere a breve sulla maturità 2021) pensa a un tavolo tecnico che lavori ad una proposta che sia condivisa anche con gli esperti, le Regioni e i sindacati.

Non è piaciuta a nessuno finora l'idea di allungare l'anno scolastico 2020-2021 fino a fine giugno. Nessuno invece al momento può escludere che si raggiungerà un'intesa per anticipare l'inizio del prossimo anno scolastico 2021-2022 ai primissimi giorni di settembre. Non sarà semplice, per un problema concretissimo. Bisogna trovare i professori e riempire le tante cattedre vuote, pescando nelle graduatorie e tra i vincitori del concorso straordinario. 

I sindacati della scuola apprezzano le parole di Draghi

Giudizio sostanzialmente positivo dai sindacati della scuola al discorso di Mario Draghi al Senato, del quale sono stati apprezzati i precisi passaggi sulla scuola, indicata come "una priorità" nel programma del governo per il Paese: bene puntare sul ritorno in presenza e sulla sicurezza degli istituti; apertura anche a discutere dei recuperi e rimodulazione del calendario scolastico (ma differenziando tra zone e istituti, non decisioni calate dall'alto); unico neo forse un mancato accenno alla stabilizzazione dei docenti precari, visto che il premier aveva auspicato un nuovo anno scolastico senza cattedre vuote. In ogni caso, Draghi - e il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi - sono ora attesi alla prova dei fatti nella declinazione pratica del programma.

"Nel discorso c'erano molti passaggi interessanti, dall'ambiente all'attenzione prestatata alla scuola e alla scienza di base. Ma bisognerà vedere ora ciò che verrà messo in campo dai diversi ministeri", dice Francesco Sinopoli (Flc Cgil). "L'obiettivo del ritorno in presenza anche per noi - spiega - è fondamentale: la valutazione che fa Draghi noi l'abbiamo fatta da mesi. Per raggiungerlo vanno messe in campo alcune azioni fondamentali: controllo dei dati, monitoraggio, tracciamenti, rafforzare il trasporto scolastico dedicato, presìdi sanitari a scuola, aggiornamento dei protocolli di sicurezza per le nuove varianti. Sui recuperi ribadiamo che vanno fatti in modo differenziato: non c'è la stessa necessità in tutta Italia e infatti non mi pare che abbia detto che servano per tutti generalizzati. Serve un piano mirato, non si esaurisce un recupero vero degli apprendimenti in due settimane".

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