Sala: "Esagerati nel vietare l'ultimo giorno di scuola. Il problema è che bisogna ripartire"

Altri sindaci: "Non scaricate sui sindaci la responsabilità della riapertura delle scuole"

È ancora un enigma la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado tra tre mesi esatti, a settembre. "La cosa che mi lascia perplesso e su cui ancora non vedo un quadro chiaro è la riapertura del sistema scolastico che si capisce ancora poco" ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala, ospite della trasmissione 'Circo Massimo' su Radio Capital. Le scuole andavano riaperte prima? "È difficile dirlo ma qui penso che siamo stati un filino esagerati, anche nel vietare l'ultimo giorno di scuola. Qui ho paura che abbiamo un po' esagerato, il problema vero adesso però è che bisogna ripartire".

E sul quel fronte, i  sindaci dei Comuni montani non ci stanno ad avere tutte le responsabilità per la riorganizzazione delle scuole in vista dell'apertura agli studenti a settembre. "Circolano già ambigui messaggi, anche veicolati da Direzioni scolastiche regionali e Dirigenti scolastici. Ad esempio che sarebbero i sindaci a dove trovare nei bilanci le cifre necessarie per installare barriere di plexiglass tra i banchi o altre soluzioni. C'è chi parla di 200 euro a studente, a salire. Una cosa assurda. E non bastano le coperture economiche, che Stato e Regioni possono assicurare, per coprire i costi. Occorre anche tenere presenti gli indici di contagio, l'evoluzione degli ultimi tre mesi e dei prossimi, ben diversi tra regioni. Senza contare i problemi del trasporto di bambini e ragazzi. Di chi saranno le responsabilità degli scuolabus? Sindaci e autisti non ci stanno. Peraltro, se uno scuolabus di 40 posti deve essere ridotto a 15, non si va lontano. I Sindaci sono a disposizione in tutto e per tutto, soprattutto per quanto riguarda le scuole. Ma non ci stanno ad avere responsabilità sulla gestione degli spazi, né in classe né sugli scuolabus".

Lo afferma il presidente nazionale Uncem, Unione dei Comuni e degli Enti montani, Marco Bussone che aggiunge: "C'è chi ha rilevato, al Miur, nelle ultime ore, che vanno riconosciute le specificità territoriali, nella fase di scrittura delle linee guida. Perché, spiegano dal ministero, non avrebbe senso imporre le stesse regole per una scuola di una comunità montana e una del centro di Roma".

L'anno scolastico 2019-2020 si conclude con lo sciopero 

Nessuna manifestazione nazionale ma tantissime iniziative organizzate dalle strutture regionali e territoriali. L'anno scolastico si conclude oggi con lo sciopero proclamato dai sindacati maggiori, Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda. "La scelta è stata voluta e condivisa da tutte le segreterie nazionali: è una situazione eccezionale quella che stiamo vivendo, che impedisce i consueti raduni di massa, abbiamo insieme deciso che i protagonisti delle iniziative pubbliche, da svolgere osservando tutte le necessarie misure di sicurezza e di distanziamento, fossero i dirigenti territoriali delle nostre organizzazioni. Io intendo rispettare questo impegno e seguirò le diverse iniziative attraverso i social, che sicuramente ne daranno diffusione". Così Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, convinta che l'azione, costretta a svolgersi in un contesto del tutto inedito, fosse inevitabile e doverosa in presenza di un disagio crescente nel mondo della scuola. 

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