Mercoledì, 4 Agosto 2021
Scuola

Vaccini obbligatori, Gallera al ministro: «In Lombardia non violiamo la norma»

L'assessore al welfare garantisce: «Nessun bambino lombardo non vaccinato completerà l'anno scolastico»

Giulio Gallera (Repertorio)

«Nessun bambino lombardo non vaccinato potrà frequentare scuole o asili». Giulio Gallera, assessore regionale al welfare, vuole sgomberare il campo dagli equivoci dopo la polemica del ministro della salute Valeria Fedeli, che ha adombrato una possibile violazione della legge sui vaccini obbligatori (appena approvata dal Parlamento) nella decisione della Regione Lombardia di consentire ai genitori un tempo più ampio del 10 settembre, data ultima prevista dalla legge per presentare la documentazione a scuola.

«Non è una proroga», ribadisce Gallera, sottolineando che si vuol semplicemente venire incontro ai genitori che non si sentono ancora sicuri e vogliono informarsi meglio. L'assessore al welfare evidenzia anche che la legge in vigore prevede un "doppio binario". Da una parte i genitori che presentano la richiesta di vaccinazioni: i loro figli iniziano l'anno scolastico ma poi, se le vaccinazioni non vengono effettuate, smettono di frequentare. Dall'altra i genitori che - magari perché ancora dubbiosi - non presentano richiesta né documentazioni. Costoro, con la normativa nazionale, non farebbero nemmeno un giorno di scuola.

«Parliamo comunque solo degli asili nido», chiarisce Gallera ricordando che su questi la Regione ha una competenza, sulle scuole materne no. Dunque che cosa accade in concreto? Entro 10 giorni dall'inizio dell'anno scolastico, gli asili nido comunicheranno alle Ats (ex Asl) la situazione: i genitori dei non vaccinati saranno convocati con la finalità di convincerli a vaccinare i propri figli. Dopo 40 giorni si chiude il procedimento: se i bambini non saranno ancora stati vaccinati, usciranno dal nido.

«Non vogliamo punire i bambini»

«La finalità della legge non è certo quella di punire i bambini o escluderli, ma di farli vaccinare», spiega ancora Gallera: «Quello che noi vorremmo evitare è che il 10 settembre le forze dell'ordine debbano lasciar fuori da scuola un bambino perché i genitori si sono, magari, dimenticati un modulo o hanno qualche resistenza ai vaccini e vogliono vederci più chiaro».

La Regione ha anche inviato una lettera ai ministri della salute e dell'educazione (Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin) invitando loro ad assumere a livello nazionale lo stesso procedimento e la stessa interpretazione. Infine, Gallera ha anche ricordato che gli uffici scolastici regionali di tutta Italia stanno per ricevere una mole ingente di documentazione: le autocertificazioni per chi è in regola, altri documenti per tutti gli altri. 

Su quasi un milione e mezzo di bambini e ragazzi lombardi interessati dall'obbligo vaccinale, oltre 100 mila non sono in regola con una qualche vaccinazione. Per quanto riguarda i nidi, in Lombardia sono in tutto 165 mila i bambini iscritti. Secondo i dati diffusi dall’assessorato al welfare, 8.958 (il 5,4 per cento) non si hanno effettuato il vaccino esavalente, mentre 10.248 (il 5,1 per cento) non risultano in regola con quello per morbillo, parotite e rosolia.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vaccini obbligatori, Gallera al ministro: «In Lombardia non violiamo la norma»

MilanoToday è in caricamento