Sicurezza Milano: aggressione al Corvetto

Sindacato polizia Consap, fra burocrazie e proclami senza concretezza, alla Polizia non rimane che sparare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

“Il collega capopattuglia ferito, l'autista che ha sparato e che è stato costretto a colpire in maniera poi rivelatasi letale il criminale, sono le vittime di un killer tutto italiano, la burocrazia”, si esprime così il sindacato di polizia Consap dopo l'episodio di ieri notte a Milano in via Sulmona. “La mancata fornitura al personale di polizia di armi di difesa non letali – ha detto il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone - di fatto rende inevitabili simili tragedie, quando ci si trova di fronte ad individui pericolosi, che armati di coltelli, machete o quant'altro danno in escandescenze ed attentano alla vita dei cittadini, è accaduto già troppe volte ed intanto la pistola elettrica alla Polizia di Stato rimane impelagata, da anni, in pastoie burocratiche”. L'episodio di ieri notte è solo l'ultimo di una lunga serie, che da tempo aveva indotto l'Amministrazione e la classe politica a valutare la fornitura di armi non letali anche per la Polizia di Stato italiana, cosi come già accade in molti paesi dove la pistola elettrica è realtà da molti anni. L'impressione è che lacci e lacciuoli burocratici rendano impossibile finanche individuare uno strumento di contrasto alternativo all'arma di ordinanza, nel panorama mondiale ne esistono di svariati, certo, la pistola elettrica ma anche di altro tipo che consentono interventi di contenzione a distanza, ma qui da noi troppo spesso ci si ferma ai proclami e nulla diventa operativo con il risultato che ai poliziotti non resta che sparare. “Siamo vicini al poliziotto ferito ed al collega che ha sparato ed ucciso che ora inizieranno un calvario fatto di cure l'uno, e di atti dovuti giudiziari l'altro, anche se sembrerebbe un uso legittimo delle armi senza il quale poteva rimanere ucciso il poliziotto, con la ferma consapevolezza di trovarci davanti all'ennesima tragedia annunciata”.

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