Martedì, 21 Settembre 2021
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Estate 2021, tra i trend anche il Bushcraft, il saper fare nel bosco

La pratica riconnette con la natura e con se stessi

Pratica di bosco, arte di bosco o più propriamente: saper fare nel bosco. Si chiama Bushcraft ed è il termine che ormai ingloba sempre più esperienze in natura fatte di sopravvivenza, campeggio minimal, trekking ed escursionismo.

Che cos’è il bushcraft

Costruire un rifugio di foglie e rami, trovare l’acqua, accendere da soli un fuoco per scaldarsi o cucinare, orientarsi: sono tutte esperienze che riconnettono con la natura. Non è un caso che continuano a moltiplicarsi i corsi specifici pensati dalle tante associazioni di appassionati che in questi anni si sono avvicinate alla pratica del survival e del bushcraft. Attenzione però, perché se acquisire abilità per vivere il bosco può essere affascinante, ci sono tante regole da rispettare per la propria sicurezza e per non nuocere all’ambiente (dall’accensione di fuochi al rispetto per gli animali e la raccolta di piante), oltre che per rispettare le normative vigenti.

Significato del termine

Il significato letterale della parola composta Bushcraft (bush, bosco, per estensione area selvaggia e craft capacità), è “capacità della foresta o strumenti del vivere in aree selvagge”. La parola usata nei paesi anglosassoni oggi indica tutte le tecniche di sopravvivenza, che includono la capacità di accendere un fuoco, il saper seguire le tracce di animali , essere in grado di costruirsi un riparo, utilizzare efficacemente coltello e accetta, riconoscere piante ed erbe commestibili e saper costruire contenitori utilizzando materiali naturali e saper realizzare corde.

La filosofia di tale tecnica in generale è quella di recuperare tutte quelle antiche conoscenze ben note ai nostri avi ma che abbiamo quasi del tutto perduto a causa del progresso tecnologico. Tutto questo almeno sulla carta. Di fatto poi l’esperienza più totale che si vive è quella di una connessione totale con la natura selvaggia.

Le differenze col survival

Le differenze fondamentali tra survival e bushcraft stanno nel fatto che la prima è una pratica intrapresa da chi vuole vivere un avventura nella natura selvaggia sapendo però esattamente dove si trova e come tornare a casa. Il Survival, invece, prepara a una pratica di sopravvivenza che scatterebbe soltanto dal momento in cui ci si potrebbe trovare dispersi.

I vantaggi psicologici del bushcraft

Il bisogno di riconnettersi con la Natura – come nella pratica della forest bathing – e di farne il pieno per riappropriarsi del benessere che solo un’immersione totale nell’ambiente selvaggio può regalare è sempre più urgente. Le esperienze di natura ricche e appaganti e persino “selvagge” non sono importanti solo per trascorrere del tempo libero, ma come vera e propria cura per il corpo e per la mente.

"La maggior parte di noi – spiega Danilo Jeraci, esperto di bosco e di tecniche di sopravvivenza e socio dell’associazione Chiarìa –  vive una vita frenetica e oggi sono sempre di più gli adulti e i bambini alienati e affetti dal cosiddetto “Nature Deficit Disorder” ovvero disturbo da mancanza di rapporto con la natura. Nell’ambito della nostra associazione, proponiamo, infatti il bushcraft, l’abilità di bosco o addirittura di tecniche di survival, per vivere esperienze di immersione totale in natura, imparando ad avere fiducia nelle proprie capacità, ad ascoltare e osservare la natura in un modo completamente nuovo, sviluppando le proprie capacità percettive, sensoriali ed empatiche. Si tratta di esperienze che si condividono e che creano connessioni con se stessi, con la natura e con gli altri. Durante queste esperienze si scopre, infatti, che il bosco non è ostile ma offre opportunità di sopravvivenza. Per questo organizziamo attività in gruppo, in team o semplicemente in famiglia".

(Articolo tratto da wisesociety.it)

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