Parco di Monza, al via i lavori di restauro

Gli interventi riguarderanno il recupero architettonico e storico dell’edificio dell’insellaggio dei cavalli, risalente agli anni venti del secolo scorso.

Giovedì 17 settembre 2020, al Parco di Monza prenderanno il via i lavori di restauro dei fabbricati dell’ex-ippodromo. In particolare, gli interventi promossi dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza riguarderanno il recupero architettonico e storico dell’edificio dell’insellaggio dei cavalli, l’unico ancora esistente insieme a quello della biglietteria, che sarà completamente ripristinato nella sua struttura lignea.

L'edificio

L’edificio si configura come una tettoia aperta verso il grande prato, scandita dai pilastri che sorreggono le capriate e poggiante su fondo in muratura di mattoni pieni. Considerato il grande valore storico-testimoniale del manufatto, l’obiettivo è mantenere le forme originarie della struttura architettonica; tuttavia, dato il pessimo stato di conservazione degli elementi lignei, causati dalla lunga esposizione agli eventi atmosferici e agli attacchi di natura biologica, sarà necessario procedere alla sostituzione di buona parte degli stessi.

«Si tratta di un progetto di recupero architettonico e storico di grande qualità, spiega il Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco Dario Allevi. È un intervento di conservazione pensato per la città, nell’ottica di aumentare l’offerta di spazi per famiglie e bambini che frequentano sempre più il nostro meraviglioso Parco».

Il costo dell’operazione è di circa 150.000 euro.

I padiglioni presenti ai margini dell’area a prato tra le Ville Mirabello e Mirabellino sono le uniche strutture superstiti dell’impianto dell’ex-ippodromo, smantellato nell’ultimo decennio del XX secolo. Al suo posto è stata di recente ripristinata la carpinata di collegamento tra le due residenze. Inaugurato nel 1924 su progetto dell'architetto Paolo Vietti Violi, l’ippodromo del Parco di Monza, costruito su modello di quelli inglesi e francesi, disponeva di due piste di 1.800 e 2.200 metri, con una coppia di tribune da 1.500 posti.

La storia

Dopo numerose competizioni, frequentate nel primo ventennio del Novecento dall’alta borghesia milanese che amava tali occasioni mondane, nel 1976 si svolse l’ultimo Grande Cross Country di Monza. Dell’antico impianto, demolito nell’ultimo decennio del XX secolo dopo un incendio, si conservano solo i due padiglioni, con tetti a spioventi e travature a vista, che coprivano le tribune per gli spettatori delle gare e delle manifestazioni equestri. Le strutture, che presentano colonnine in ghisa con decori a fusione di gusto floreale, riconducibili alla moda dell’architettura modernista d’inizio Novecento, sono state parzialmente recuperate dal Comune di Monza e dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

Il recupero dell’insellaggio si configura come un ulteriore intervento nell’ottica di incrementare l’offerta di spazi ad uso pubblico: potrebbero infatti costituire spazi di ricovero e sosta per l’utenza del Parco. Per tutta la durata del cantiere, al fine di consentire una maggiore sicurezza ai fruitori nelle operazioni di carico e scarico dei mezzi d’opera impiegati nelle lavorazioni, l’area d’intervento sarà interdetta ai visitatori con chiusura di una porzione di corsia ciclo pedonale.

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