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Vandalizzati i manifesti di Provita, con il beneplacito di consiglieri del PD

"Se qualcuno pensava che Milano fosse una città libera e democratica, forse dovrebbe richredersi. I Manifesti della associazione Provita e Famiglia contro la RU486 sono stati quasi tutti vandalizzati. Chi è stato? Sulla pagina facebook della consigliera del PD Diana De Marchi troviamo queste eloquenti dichiarazioni: "Rimosso. Pro Vita, questa città ti consiglia di smetterla. I tuoi manifesti vengono sempre rimossi. Grazie al lavoro di squadra e all' assessore Tasca". Una specie di avvertimento "mafioso" ai dani della associazione di Tony Brandi, che non deve "permettersi" di mettere manifesti a Milano, nemmeno pagandoli coi soldi suoi (e dei cittadini che danno offerte a questa Onlus). Abbiamo chiesto all' assessore Tasca, tirato in ballo dalla De Marchi. Lui ha risposto che "Non abbiamo alcun potere coercitivo o autorizzativo". E allora chi li ha distrutti i manifesti? Tasca però è stato un po' ambiguo. Afferma anche che "è nostro dovere segnalare che una determinata affissione pubblicitaria ha suscitato profondo dissenso in una parte della nostra Comunità". "Profondo dissenso"? Ma cosa vuol dire? E' chiaro che qualsiasi manifesto di qualsiasi natura puà suscitare "dissenso" in qualcun' altro. Ad esempio a me dà fastidio vedere i manifesti dell' Inter, visto che sono milanista. A questo punto la libertà di stampa e di opinione garantite dalla costituzione possiamo anche buttarla nella spazzatura. Comunque la foto del manifesti distrutto è veramente triste,. Ricorda periodi bui della nostra storia, quando i libri venivano bruciati melle pubbliche piazze? E' questa la "civiltà" che porta avanti questa giunta a Milano?".

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Commenti (1)

  • Questa non è libertà di opinione. Quei manifesti sono incitamento a non applicare una legge (quella sul l’aborto) garantita in Italia da quarant’anni... E questa propaganda è stata fatta associando un farmaco regolarmente approvato ad un veleno. Questa non è libertà di opinione, questo è propagandare teorie anti scientifiche prive di qualunque fondamento. Non ci può essere libertà di espressione per teorie oscurantiste e medioevali. Quei manifesti volevano impedire a chi desidera abortire di poterlo fare: impedire ciò che è garantito da una legge non è libertà di opinione! Chi è contro l’aborto, non lo pratichi ma lasci libere le donne di scegliere! Infine, lei è un uomo: quindi la questione non la riguarda.

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