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Dove fare smart working a Milano (e differenze con il telelavoro)

Tra lavoro agile e telelavoro esistono molte differenze, che non tutti però conoscono

Nell'ultimo anno e mezzo, a causa della pandemia, la maggior parte degli italiani ha lavorato da casa. Tra lockdown, gestione del contagio e misure preventive, sono infatti moltissimi gli uffici che sono rimasti chiusi, dotando i lavoratori degli strumenti necessari per svolgere la loro mansione - laddove possibile - da remoto.

In particolare, secondo una ricerca del Centro Studi di Assolombarda, i dati sulla diffusione dello smart working a Milano durante la pandemia sono evocativi di come la città si sia adattata a questa nuova fruizione del lavoro. L'emergenza sanitaria ha infatti avuto un enorme impatto sulla diffusione dello smart working, contribuendo ad accelerare cambiamenti nell’organizzazione del lavoro già in atto per effetto dell’evoluzione tecnologica.

Alla fine del 2020 l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano ha stimato in oltre 6,6 milioni i lavoratori in cosiddetto smart working "di emergenza" attivi a marzo 2020 (scesi a 5 milioni a settembre, pari al 33,8% dei lavoratori dipendenti) e prevede che nella «nuova normalità» il numero si stabilizzerà a quota 5,3 milioni.

La differenza tra smart working (o lavoro agile) e telelavoro

Un dato importante, che fa riflettere su come stiano cambiando alcune modalità di lavoro - e, inevitabilmente, anche di mobilità - in una delle città trainanti dell'economia italiana. Per meglio comprendere questo fenomeno, però, occorre chiarire un punto cruciale: la differenza tra smart working e telelavoro. Queste due modalità sono simili solo nella misura in cui il lavoratore opera da casa, ma di fatto differiscono su due aspetti fondamentali della dimensione lavorativa: la sede di lavoro e l’orario di lavoro.

Il telelavoro può essere una modalità standard di esecuzione della prestazione di lavoro, pattuita direttamente in fase di assunzione, mentre, nel caso dell’accordo di smart working, le parti possono sempre recedere e ripristinare il lavoro in sede. Per smart working, o lavoro agile, si intende infatti una modalità lavorativa di rapporto di lavoro subordinato in cui c’è un’assenza di vincoli a livello di orario e di spazio.

In questo caso, inoltre, l’organizzazione avviene per fasi, cicli e obiettivi, ed è stabilita con un accordo tra dipendente e datore di lavoro. Il termine inglese “smart”, infatti, si riferisce all’obiettivo: migliorare produttività del lavoratore grazie alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Ecco che allora i due punti cardine di tale pratica sono: la flessibilità organizzativa e la volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale.

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Dove fare smart working a Milano

Sono numerosi i luoghi dove poter lavorare con il proprio pc a Milano: bar, caffè e location attrezzati che offrono il giusto grado di tranquillità unito alla possibilità di fare network e incontrare altri professionisti.

Di seguito alcune idee per chi cerca una postazione in città:

- Combo: nel cuore dei Navigli, questo ostello è anche un bar, caffè e ristorante. Molto luminoso e con un cortile esterno spazioso e tranquillo, Combo è il posto giusto per lavorare e gustarsi l'atmosfera d'altri tempi tipica di questo quartiere.

- Red Feltrinelli: sia in Gae Aulenti che in Porta Romana, la Red è sempre un'ottima scelta per lavorare in smart working, gustando un capuccino e - perchè no - spulciando tra gli ultimi libri in arrivo in vetrina.

- oTTo: in Paolo Sarpi, poco distanti da Brera, questo spazio è perfetto per chi cerca un ambiente green e di design. Molto variegate le proposte sia della colazione che del pranzo, per dedicarsi no stop al proprio lavoro senza dimenticarsi un sano tocco di gusto.

- Pavé: infine, per chi cerca un posto tranquillo, Pavé è la scelta giusta. Conosciuto a Milano soprattutto per i suoi prodotti da forno, questo caffè racchiude un'atmosfera retrò dove poter gustare un croissant appena sfornato, a due passi da Porta Venezia.

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Microsoft Share Point, la svolta per lavorare da casa

Tra gli strumenti necessari per lavorare da casa, Microsoft SharePoint, fondamentale per rendere accessibili i file necessari per un dato task, con la possibilità inoltre di incorporare messaggistica, gruppi di discussione, link verso l’esterno, informazioni multimediali e molto altro, facendo circolare solo informazioni aggiornate.

Sì, perchè pur con le dovute differenze tra lavoro agile e telelavoro, il futuro di numerosi professionisti passerà anche, e soprattutto, dagli strumenti e dalla conseguente libertà temporale e spaziale che questi renderanno possibile.

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