Protocollo di Milano, nasce l’accordo mondiale sull’alimentazione

Dalla guerra agli sprechi al contrasto all'obesità, verso un'agricoltura più sostenibile: sono questi gli obiettivi del Protocollo di Milano, presentato lo scorso 27 novembre nel corso del quinto Forum Internazionale sul cibo e l'alimentazione organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition

Si è appena concluso a Milano il quinto Forum Internazionale sul cibo e l’alimentazione organizzato dalla Barilla Center for Food & Nutrition, evento che dal 2009 accende i riflettori sui temi globali legati al cibo, per spronare le coscienze collettive e generare proposte concrete per in futuro più sostenibile. Uno dei punti nevralgici della due giornate di lavori è stata la presentazione, nel corso della seconda giornata, del Protocollo di Milano, un accorgo globale sull’alimentazione e sullo spreco che verrà poi sottoscritto nel corso dell’Expo 2015.
 

«L’auspicio di questo quinto forum internazionale è quello di lanciare il primo seme per far nascere quell’accordo globale su cibo e nutrizione annunciato di recente dal presidente Letta alle Nazioni Unite. Ispirandoci all’esempio del protocollo di Kyoto lanciato nel 1997 da gente illuminata per salvaguardare l’ambiente, abbiamo un’occasione per entrare nella storia prendendo degli impegni chiari con il mondo in un nuovo protocollo, quello di Milano sul cibo» ha affermato Guido Barilla, presidente Barilla Center for Food & Nutrition presentando il Protocollo.
 

Il Protocollo di Milano si pone tre grandi impegni: ridurre del 50 per cento entro il 2020 l’attuale spreco di oltre 1,3 milioni di tonnellate di cibo commestibile. Gli interventi pensati per la risoluzione di questo problema sono tanti tra cui: «dare priorità a politiche volte a ridurre lo spreco di alimenti che affrontino le cause del fenomeno e definiscano una gerarchia per l’uso degli alimenti; riconoscere il contributo positivo della cooperazione e degli accordi a lungo termine sulla filiera alimentare (tra agricoltori, produttori e distributori) per conseguire una migliore pianificazione e previsione della domanda dei consumatori; fornire il supporto necessario ad avviare iniziative di sensibilizzazione, anche da parte dei professionisti del settore alimentare».
 

Il secondo impegno è quello di creare un’agricoltura sostenibile «limitando la destinazione di terreni alla produzione di biocarburanti a livello globale, preservando al contempo i benefici climatici dei biocarburanti di seconda generazione derivanti dai raccolti non destinati all’alimentazione». Il terzo ed ultimo impegno riguarda invece la promozione di stili di vita sani per porre un freno all’aumento dell’obesità.

Tre sono state le tavole rotonde che hanno approfondito nel corso della giornata gli argomenti poi sviluppati nel protocollo di Milano: si è discusso dell’acqua, elemento fondamentale nel contesto agricolo e sicuramente da tutelare; si è parlato poi delle risorse naturali e del loro sfruttamento e della nuova direzione che bisogna prendere per abbattere questo depauperamento. Infine ci si è concentrati sul cibo e sul suo spreco.
 

Il Protocollo di Milano, quindi, richiama tutti, enti e istituzioni, all’azione: sostenibilità deve essere la parola chiave. Alle istituzioni, ai Paesi che prenderanno parte a Expo2015, il Barilla Center for Food and Nutrition chiede, una volta per tutte, di collaborare per sviluppare politiche mirate alla risoluzione dei paradossi che affliggono le persone e il pianeta.

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