lavoro

Coronavirus: come cambierà il mondo del lavoro e quali saranno le figure professionali più richieste

L'intervista all'esperto su quali saranno le professioni più richieste dopo il Coronavirus e come si stanno organizzando le aziende per affrontare questa emergenza

L'attuale emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del nuovo coronavirus ha coinvolto e stravolto tantissimi settori diversi, ma le conseguenze più importanti, dovute anche ai mesi di lock down, si ripercuoteranno prevalentemente sul mondo del lavoro e dell'economia.
Infatti, l'attuale pandemia non ha unicamente provocato la chiusura temporanea di quasi tutte le attività, ma anche la riconsiderazione di alcuni ruoli professionali e mansioni; in molti si chiedono come cambierà il mondo del lavoro post coronavirus, quali saranno le professioni più richieste e su che tipo di formazione investire il proprio tempo e i propri risparmi per poter affrontare al meglio le prossime fasi. Per cercare di rispondere a questi interrogativi abbiamo intervistato Lidia Molinari, People Advisor Director Adecco Workforce Solutions, che ci racconta come cambierà il mondo del lavoro dopo il coronavirus, tra smart working, digitale e nuove professioni ricercate, e come Adecco, che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in tutti i settori del mercato e ha il polso del trend in atto, sta affrontando questa situazione di emergenza per garantire supporto costante ai candidati e alle proprie aziende clienti. 

Come cambierà il mondo del lavoro?

Rispondere alla domanda "come cambierà il lavoro dopo il coronavirus" non è facile, ma è sicuramente possibile ipotizzare, in base ai cambiamenti che stiamo vivendo oggi, quali saranno le prospettive future e i possibili impatti sui trend del mercato del lavoro dopo la fine della pandemia.
Questa emergenza sanitaria, infatti, ha sicuramente modificato le nostre abitudini nel quotidiano, nel sociale e nelle nostre attività ma anche dal punto di vista dell'economia globale, coinvolgendo ovviamente anche il mondo del lavoro
La stessa The Adecco Group, che ha da poco annunciato un'alleanza globale con i suoi due principali competitor, Randstad e Manpower, per favorire un rientro a lavoro in totale sicurezza e per aiutare l'economia a ripartire velocemente, sta cercando di studiare come potrà avvenire questo cambiamento, confrontandosi con gli esperti del settore e con le aziende clienti per capire quali potranno essere i business models del futuro.

In questo clima di incertezza è comunque prepotentemente emerso il ruolo centrale della tecnologia, che è, e diventerà, sempre di più una condizione necessaria per lo svolgimento della maggior parte delle professioni: in quest'ultimo periodo gli esempi più evidente sono lo smart working, una modalità di lavoro che sarà sempre più presente nel nostro quotidiano, e la digitalizzazione di settori come la GDO, l'e-commerce, la logistica e il delivery. 
Inoltre, un altro cambiamento importante riguarderà la ridefinizione dei luoghi di lavoro per garantire la distanza di sicurezza ed evitare assembramenti.

Un dato molto interessante che abbiamo potuto rilevare nella fase uno è rappresentato da un'inversione di rotta rispetto al passato per quanto riguarda i piccoli negozi di quartiere. Oggi, infatti, vuoi per una questione di necessità (ad esempio per evitare gli spostamenti o le lunghissime code all'ingresso), vuoi per una questione di sicurezza personale, soprattutto nelle grandi città si stanno riscoprendo i negozi al dettaglio e i negozi di quartiere, attività che stanno prendendo sempre più piede e che probabilmente continueranno a farlo anche in futuro, sia per lo stato di timore in cui ancora vivono le persone, sia perché rappresentano una soluzione più facile e comoda, lontano dalle code dei supermercati e in sintonia con la necessità di sentirsi più tranquilli, di evitare di fare assembramento e di spostarsi il meno possibile. 

Quali saranno le professioni più ricercate dalle aziende dopo il Coronavirus?

È molto probabile che le professioni più ricercate durante la fase uno, lo saranno anche nella fase due e sul medio e lungo periodo, in particolar modo i ruoli professionali legati al mondo digital e al mondo della GDO, della logistica, del delivery e dell'e-commerce, così come anche

  • le professioni legate all'health care (operatori socio sanitari e personale infermieristico), 
  • le professioni legate al chemical pharma (personale addetto alla produzione di farmaci e materiali per la sanificazione),
  • le professioni legate alle procedure di sanificazione, ad oggi indispensabili (addetti alle pulizie e alla sanificazione).

Invece, per quanto riguarda il settore food, è probabile che alla crescita della produzione e della distribuzione a cui abbiamo assistito nella fase uno si affiancherà l'aumento della richiesta di nuove professioni, come gli addetti all'accesso e alla gestione di flussi di strutture commerciali e gli addetti alla rilevazione della temperatura, soprattutto nelle grandi città. 

In che modo Adecco garantisce supporto costante e business continuity alle aziende del settore?

Per supportare le proprie aziende clienti, Adecco sta puntando tutto su informazione e formazione, mettendo a disposizione tantissimi webinair e momenti formativi dedicati allo smart working sia dal punto di vista dell'organizzazione che a livello di cambiamento culturale all'interno delle aziende. Inoltre, quando richiesto, Adecco mette a disposizione dei propri clienti un pool di esperti che possano aiutare concretamente le aziende nel caso in cui non riescano ad organizzarsi da sole nel gestire questo momento di cambiamento.
Sicuramente ad oggi lo smart working è una delle formule che viene maggiormente privilegiata, sia per quanto riguarda questa fase di ripartenza ma anche per una eventuale terza fase, caratterizzate molto probabilmente da una commistione tra smart working e lavoro d'ufficio, organizzando turni per garantire la presenza negli uffici e le regole di sicurezza. È importante comunque tenere a mente che stiamo probabilmente affrontando la fase più complessa dal punto di vista dell'organizzazione e, sopratutto, dal punto di vista culturale, dovendo imparare a gestire gli obiettivi aziendali da remoto anziché dagli uffici, ma scoprendo anche che tramite call conference e riunioni virtuali si possono addirittura ottenere un'efficacia e un'elasticità maggiore.

Questo momento di emergenza ci sta comunque insegnando che dobbiamo essere pronti, adattabili, resilienti, agili e veloci nell'adattamento ai cambiamenti che ci possono colpire, ma non in senso necessariamente negativo, e imparare a riadattarci a quelle che sono le nuove esigenze. 

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
MilanoToday è in caricamento