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Perchè i ristoranti non trovano personale

Gli imprenditori del settore della ristorazione faticano a trovare personale. Che cosa succede nel post lockdown

Foto di Tim Douglas da Pexels

I ristoranti fanno sempre più fatica a trovare personale: è il (nuovo) dato di fatto dopo il lockdown, che sta mettendo a dura prova gli imprenditori del settore in cerca di camerieri e cuochi.

Sì, perchè nell'era del post zona rossa sono affiorate le criticità di un settore trainante in Italia, ma non sempre remunerativo per chi ci lavora: i dipendenti e i collaboratori della categoria chiedono infatti contratti più dignitosi e retribuzioni congrue alla fatica che richiede il loro impiego, fatto di rinunce, festività dimenticate e sacrifici.

Che cos'è successo durante la pandemia

Durante i numerosi lockdown, con i ristoranti chiusi e la necessaria riduzione del personale, chi ha trovato un’altra occupazione più sicura ha deciso di non abbandonarla nonostante le successive riaperture e i numerosi annunci di lavoro del settore. Sì, perchè qualcosa sta cambiando, se non altro a livello di consapevolezza: sono infatti gli stessi imprenditori del settore a comprendere queste scelte e a chiedere al Governo maggiori tutele contrattuali per la categoria che loro da soli, dopo mesi di chiusura, non possono garantire. Senza contare che l'incertezza del periodo storico porta a favorire contratti a chiamata e non a lungo periodo.

Un'accelerata ad un processo già in essere

E' stato soprattutto il 2020, complice il Coronavirus, l'annus orribilis per il settore della ristorazione. Nel 2020 il mercato del lavoro ha infatti scontato l’effetto della pandemia con un calo tendenziale dell’occupazione senza precedenti (- 470 mila nella media dei primi tre trimestri, fonte Istat), arrivando a circa 5,9 milioni di lavoratori della ristorazione rimasti a casa.

L'arrivo della bella stagione e la diminuzione dei casi, con la conseguente ripresa delle attività, però, non ha significato un progessivo aumento dell'occupazione, anzi: la difficoltà nella ricerca di personale e la mancanza di lavoratori qualificati (o che vogliano frequentare un corso professionale) continua a registrarsi nel nostro Paese. I motivi sono molteplici: misure di assistenzialismo che non favoriscono la ricerca di un lavoro, mancanza di tutele contrattuali e l'avvento del digital che sta spostando l’interesse dei più giovani verso questo settore, a discapito del lavoro in un bar, in un ristornate, in una pizzeria. Un sistema malato, quello della ristorazione, i cui tratti sono venuti a galla propro con la pandemia.

Se gli imprenditori e i lavoratori stessi non accetteranno un cambio di rotta - a livello salariale, in primis - il settore subirà un crollo dell'occupazione continuo. E se è vero che senza dipendenti non c’è ricchezza, perché sono loro che la producono, il tema è quanto mai economicamente, ma prima di tutto socialmente, urgente.

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