Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Inter: Ibrahimovic al Barcellona ed Eto’o e Hleb in nerazzurro

Manca solo l’ufficialità, ma ormai è scontato: Ibrahimovic va al Barcellona in cambio di Eto’o e del centrocampista Hleb. Un’operazione finanziariamente perfetta per le due squadre, ma veramente utile all’Inter dal punto di vista tecnico?

Manca solo l’ufficialità e non è la solita frase di circostanza: Ibrahimovic andrà al Barça, percorso inverso per Eto’o e un cash da circa 45 milioni di euro. Probabilmente nella confezione verrà inserito anche Alexander Hleb, centrocampista bielorusso, in prestito gratuito. Insomma quello che tutti i tifosi nerazzurri temevano, intuivano, aspettavano, si sta realizzando.

Ma analizziamo i dettagli per una delle trattative più complicate dell’estate. Ci sono molti elementi da considerare ma tutto porta a dire che gli uomini mercato nerazzurri hanno condotto un’operazione finanziariamente spettacolare.
Finanziariamente, dell’aspetto tecnico ce ne occuperemo dopo. Moratti, in prima persona, ha condotto in porto questa operazione: il viaggio preliminare a Barcellona di qualche tempo fa è stato l’apripista, l’arrivo di Laporta di pochi giorno fa è stato il preludio.

L’Inter vende un campionissimo, un fuoriclasse assoluto che ha fatto capire in tutte le maniere le sue volontà. Tenere Zlatan con i suoi mal di pancia sarebbe stato poco fruttuoso. Al di là dell’indiscutibile professionalità dello svedese, l’Inter riesce a vendere un giocatore scontento nella maniera migliore: arriva a Milano Samuel Eto’o, uno degli attaccanti migliori del panorama internazionale, oltre a tanti soldi contanti.

Inoltre Hleb è un trequartista che bene si può adattare agli schemi di Mourinho, anche se probabilmente non era la prima scelta del tecnico portoghese. L’Inter sfrutta a suo favore la situazione contrattuale di Eto’o: il contratto del camerunense con il Barcellona scadrebbe il prossimo anno, ecco quindi la necessità dei blaugrana di “sbarazzarsi” entro questa sessione di mercato. Economicamente, dunque, l’operazione è da manuale.

Tecnicamente sorgono alcuni dubbi. Pur considerando il grandissimo valore dell’attaccante africano, il valore di Ibra è inestimabile. Nell’economia del gioco di Mourinho è stato fondamentale: lo svedese è attaccante completo, capace di accollarsi l’intero attacco e di fare reparto da solo.

Inoltre le sue magie hanno spesso tolto le castagne dal fuoco, i suoi gol nella scorsa stagione sono spesso stati decisivi. Insomma Zlatan è giocatore capace d’inventarsi sempre qualcosa e di cambiare la partita quando vuole. Dall’altra parte arriva uno splendido finalizzatore di gioco, un terminale offensivo spietato e letale capace di dare sempre profondità.

Eto’o è capace di fare gol in qualsiasi maniera, supportato però da un impianto di gioco corale. È stato così nel Mallorca e nel Barcellona prima di Rijkaard e poi di Guardiola. La grande sfida di Mourinho, dunque, sarà quella di sfruttare diversamente le abilità del nuovo reparto offensivo che sulla carta è completo: Eto’o, Milito, Balotelli, Arnautovic (senza considerare i vari trequartisti) consentono al portoghese di potersi sbizzarrire.

Senza scuse e puntando alla Champions. Lì, in fondo, Zlatan ha sempre fallito, Eto’o è stato sempre decisivo. Vedere ultima finale.
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