Martedì, 21 Settembre 2021
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Le confessioni di Adriano: "Ero depresso, bevevo di tutto e all'Inter ero sempre ubriaco"

L'ex imperatore parla alla rivista R7: "L'Inter mi copriva dicendo che ero infortunato"

Adriano, foto da Facebook

Da quel 14 agosto 2001, giorno in cui da 19enne spaccò la porta del Bernabeu contro il Real Madrid, la sua vita è cambiata totalmente. Di quella forza della natura capace di seminare i difensori come birilli ormai è rimasto poco nulla. Di quel sinistro che in una notte d'estate fece innamorare milioni di interisti anche. E a spiegare il perché, senza troppi giri di parole, è lui stesso. 

Adriano Leite Ribeiro, l'ex imperatore dell'Inter, si è confessato in una lunga intervista alla rivista R7 spiegando perché la carriera di un calciatore con un potenziale da fenomeno sia finita così presto, quasi prima ancora di cominciare. 

"La morte di mio padre mi ha distrutto. Mi sentivo solo. Trovavo felicità solo bevendo, lo facevo ogni notte", le parole del brasiliano, che ha detto definitivamente addio ai nerazzurri nel 2009, dopo 47 gol in 115 partite. 

"Soltanto io so quanto ho sofferto dopo la morte di mio padre, mi ha distrutto. E dopo è stato peggio perché mi sono sentivo molto solo. Ero triste e depresso in Italia: così ho cominciato a bere - ha raccontato Adriano -. Era l’unica cosa che mi rendeva felice, bevevo di tutto: whisky, vino, vodka, birra. Specialmente birra, tantissima. Non riuscivo a smettere e così ho dovuto lasciare l’Inter”.

Un club che, dopo averlo accolto da bambino, ha fatto il possibile, e anche l'impossibile, per difenderlo. "Non sapevo come nascondere il mio disagio. Arrivavo sempre ubriaco agli allenamenti. Non volevo mostrare la mia situazione, ci tenevo a non saltare gli allenamenti. Eppure poi mi presentavo in quello stato e così lo staff mi portava a dormire in infermeria - ha confessato l'imperatore -. L’Inter mi copriva, diceva alla stampa che ero infortunato, che avevo problemi fisici". 

Ma evidentemente è servito a poco, perché la punta - oggi 36enne - dopo l'Inter ha raccolto una fugacissima apparizione con la Roma e poi qualche presenza in Brasile, prima di chiudere per sempre col calcio. "Poi ho capito che la gente che avevo intorno era un problema: gli amici non mi hanno mai aiutato. Mi portavano sempre alle feste con donne e alcol, non pensando a nient’altro. Tornando in Brasile - ha ammesso l'ex bomber - ho rinunciato ai milioni ma ho ritrovato la felicità”.

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