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Covid, tutto il calcio prova a ripartire. Incontro tra assessori lombardi e club dilettanti

Sul tavolo l'applicazione, non sempre semplice, dei protocolli sanitari

In vista della ripresa dei campionati di calcio, si è tenuto a Palazzo Lombardia l'incontro fra il Comitato Regionale Lombardia Lega Nazionale Dilettanti Figc (che ha chiesto il confronto e che era rappresentato dai consiglieri Dario Silini e Sergio Pedrazzini e dal medico fiduciario regionale Marco Bologna) e la Regione Lombardia, con l'assessore allo Sport e Giovani e quello al Welfare.

Il confronto, richiesto dal Comitato Regionale Lombarda Lega Nazionale Dilettanti Figc è servito per illustrare le difficoltà organizzative legate alla ripresa delle attività sportive in sicurezza e nel rispetto delle norme dei protocolli emanati in materia di prevenzione e contenimento del covid.

La ripartenza dello sport dilettantistico e di base è ritenuta importante anche per il fine sociale. Gli assessori regionali hanno recepito le problematiche e le richieste avanzate dalla Lnd lombarda e hanno promesso che studiedanno un documento (valido per tutti gli sport) per sostenere l'attività sportiva regolandola nel rispetto della sicurezza, della salute e della sostenibilità. Tra i punti sollevati dalla Lnd, alcune problematiche collegate al protocollo Figc, ma anche la gestione e le procedure che le Ats dovrebbero attuare nel caso di tesserato positivo e delle relative conseguenze.

Pro Sesto, due positivi al covid

La notizia dell'incontro è stata raccolta anche dalla Pro Sesto, club professionistico di Sesto San Giovanni che milita in Serie C, il cui vice presidente Amedeo Mangili si è augurato che una simile attenzione arrivi anche dalla Figc e dalla Lega Pro. «Da giorni - commenta Mangili - i nostri medici hannoo scritto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e alla Lega Pro per evidenziare tutte le criticità che stiamo incontrando in relazione all'applicazione dei protocolli nei quali sono previsti, tra l'altro, esami sierologici che, come dimostrato da diversi studi, risultano avere nel nostro contesto una scarsa validità diagnostica».

La Pro Sesto ha due atleti attualmente positivi al covid. «Il nostro obiettivo è quello di tutelare e garantire la salute dei nostri atleti e dell’intera collettività. Ma il modello proposto al mondo del calcio non ci convince, soprattutto se rapportato a strutture come la nostra o come molte altre che militano in Lega Pro», conclude Mangili. 

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