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Chievo-Inter 0-2 | Pereira e Cassano lanciano l'Inter formato trasferta

I nerazzurri si confermano ancora squadra da trasferta, vincendo anche a Verona, grazie al primo centro di Alvaro Pereira e al raddoppio di Cassano che trova il novantesimo sigillo in Serie A, festeggiando come meglio non poteva la trecentesima presenza nel massimo campionato

Niente spettacolo, ma se il risultato arriva comunque, all'estetica si potrà pensare con calma a partire dai prossimi giorni. Lo avrà pensato Stramaccioni, che pur senza strafare, soffrendo non poco, trova la vittoria a Verona, la terza consecutiva in trasferta. Un'Inter brutta, lenta, a tratti anche impacciata, ma che riesce a capitalizzare le poche occasioni costruite e anche a sfruttare i favori della dea bendata. Perché l'infortunio di Sneijder ha sicuramente inciso positivamente, consentendo l'ingresso di Cassano più incisivo dell'olandese, e ancora una volta a segno, come a Torino.

CONFERMATA LA DIFESA A TRE - Le indicazioni della vigilia trovano conferme: Stramaccioni punta sul più coperto 3-5-2 senza Chivu, ma con l'innesto di Samuel. In mezzo, il ritorno di capitan Zanetti che si affianca a Cambiasso e Guarin, con Nagatomo e Pereira esterni. Cassano in panchina. Nel Chievo confermato il 4-3-1-2 con i due Rigoni vertici del rombo, e Di Michele partner offensivo di Pellissier.

Dalle prime impressioni, l'Inter dà l'idea di una squadra più compatta, difesa stretta, e Cambiasso play basso, quasi a comporre una sorta di rombo difensivo con i tre centrali. A Guarin il compito di attaccare gli spazi e cercare gli inserimenti, al capitano il compito di dar densità in mezzo, con un occhio a Nagatomo in fase difensiva.

I clivensi si fanno preferire per intensità di gioco e spirito di iniziativa nei primi minuti. Le occasioni di Hetemaj al 4', colpo di testa respinto da Handanovic, e di Pellissier al 13' ne sono una conferma. Fuochi di paglia, perché la gara è di quelle brutte. Tanta lotta in mezzo al campo, a dispetto della qualità. Molta confusione figlia forse anche della paura di incappare in un altro risultato negativo. La notizia clou, peraltro poco positiva per i nerazzurri, si registra al 25' quando Sneijder si fa male (problema muscolare per lui), lasciando il campo a Cassano al suo trecentesimo gettone in Serie A. E' una brutta partita, l'Inter trova la sua prima conclusione dopo 34 minuti, con una rasoiata dalla destra di Guarin che sfiora il palo, il tutto quattro minuti dopo la grande occasione capitata sui piedi di Pellissier che calcia fuori dopo aver eluso gli interventi fuori tempo di Samuel, Ranocchia e Zanetti. La manovra dell'Inter è farraginosa, manca di ampiezza complice anche l'insolita tendenza di Pereira ad accentrarsi piuttosto che attaccare la corsia mancina. Non vanno molto meglio le cose dall'altra parte, dove Nagatomo non abbina alla solita grande dose di corsa, la necessaria concretezza. Poco sostegno, nessuno accompagna l'azione, per la disperazione di Milito e Cassano che di palloni giocabili ne vedono davvero pochi.

LAMPO PEREIRA - La stranezza del calcio vuole proprio che i due esterni siano i protagonisti del vantaggio nerazzurro. E' proprio Nagatomo a crossare dalla destra, e Pereira a depositare il pallone in rete. Il Chievo protesta per la posizione dell'uruguaianao, che forse è al di là dell'ultimo difensore di una spalla, ma siamo al limite. E' un gol di fondamentale importanza perché spacca in due il match, e raddrizza una situazione che cominciava a farsi complicata per i nerazzurri.

L'innesto, seppur forzato, di Cassano sembra dare maggiore pericolosità all'Inter in avanti. Il barese, più apprezzabile dell'olandese in fase di raccordo tra i reparti, fa sentire più il fisico quando possiede palla, abbinandolo ai deliziosi piedi quando si tratta di ispirare Milito. L'argentino al 7' calcia per la prima volta mandando il pallone alto. Tre minuti dopo, la conclusione di Marco Rigoni che costringe l'attento Handanovic ad un non facile intervento. Sempre l'ex Novara impegna altre due volte il portiere sloveno, prima al 17' con una conclusione centrale, poi al 19' su calcio di punizione. L'Inter è in affanno in mezzo, così Stramaccioni inserisce Gargano per Nagatomo, con dirottamento di Zanetti sulla destra.

NOVANTA VOLTE FANTANTONIO - L'ex giocatore del Napoli è protagonista del triangolo che porta al gol di Cassano, bello l'uno due con il quale il barese segna il 2 a 0 al 29', novantesimo gol in serie A alla gara numero 300. Il Chievo trova la reazione con Cruzado, subentrato a Vacek, che su punizione colpisce il palo. C'è poi tempo per l'ingresso di Mudingayi che esordisce in campionato entrando al posto di Cambiasso, e per il mancato 3 a 0 di Gargano che si fa ipnotizzare dall'ottimo Sorrentino. Finisce 2 a 0, con l'Inter che prosegue la sua marcia in trasferta (5 vittorie su 5 tra campionato e coppa) mantenendo la porta inviolata. E domenica in casa contro la Fiorentina, l'ennesima occasione per provare finalmente ad "espugnare" San Siro.  

I tabellini

Chievo (4-3-1-2) Sorrentino; Sardo, Cesar, Dainelli, Jokic; Vacek (23'st Cruzado), L. Rigoni, Hetemaj; M. Rigoni (32'st Stoian); Pellissier, Di Michele (17'st Samassa). A disposizione: Dramè, Guana, Moscardelli, Cofie, Viotti, Farkas, Papp, Stoian, Therau, Puggioni. Allenatore Di Carlo

Inter (3-5-1-1) Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Nagatomo (23'st Gargano), J. Zanetti, Cambiasso (38'st Mudingayi), Guarin, Pereira; Sneijder (27'pt Cassano); Milito. A disposizione: Belec, Castellazzi, Silvestre, Chivu, Jonathan, Obi, Alvarez, Coutinho, Livaja.

Arbitro: Peruzzo di Schio

Marcatori: 43'pt Pereira, 29'st Cassano

Ammoniti: Samuel (I), L. Rigoni (C), Sardo (C), Vacek (C)

 

 

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