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Inter, offese all'arbitro con "fare minaccioso": squalifica e multa da 20mila euro per Conte

L'allenatore interista paga le turbolenze di Udine con Maresca. Punito anche Lele Oriali

Ecco la "mazzata". Antonio Conte, allenatore dell'Inter, è stato squalificato per due giornate di campionato e sanzionato con una multa da 20mila per il turbolento finale di Udinese-Inter di sabato scorso, terminata sullo 0-0. Allo scoccare del 90' il tecnico nerazzurro si era scontrato con l'arbitro Fabio Maresca, colpevole - a suo dire - di aver assegnato soltanto 4 minuti di recupero. 

L'allenatore interista era stato espulso e aveva continuato ad urlare al direttore di gara "sei sempre tu, Maresca. Sei sempre tu Maresca, bravo. Sempre tu sei, al Var sempre tu sei", facendo riferimento - presumibilmente - all'episodio che aveva visto coinvolto lo stesso arbitro in Inter-Parma. In quella gara, in effetti, Maresca era proprio al Var e i nerazzurri avevano protestato pesantemente per un rigore su Perisic negato sul punteggio di 2-2 a pochi secondi dallo scadere. 

L'ultimo scontro con il fischietto napoletano, però, costerà caro a Conte, che dovrà stare lontano dalla panchina per due giornate per - così si legge nella decisione del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea - continuato a protestare in maniera veemente, successivamente al provvedimento di ammonizione, proferendo a gran voce frasi irrispettose nei confronti del direttore di gara che proseguivano anche dopo il provvedimento di espulsione prima di lasciare il terreno di giuoco". E ancora: "Nonché per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, affrontato il direttore di gara medesimo con fare minaccioso urlandogli un'espressione gravemente offensiva" davanti al collaboratore della procura federale. 

Nei guai è finito anche Lele Oriali, dirigente nerazzurro, punito con un turno di stop e una multa di 5mila euro perché "al termine della gara, reiterando le proteste anche dopo il provvedimento di ammonizione, raggiungeva al centro del terreno di giuoco il direttore di gara urlandogli frasi irrispettose". 

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