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David, profugo ivoriano, da Milano alla Serie A del Belgio

Ha 19 anni e ha "calcato" il campetto di via Moscova. Poi è scappato in Belgio, dove lo hn ingaggiato il Kas Eupen

Ha 19 anni e gioca a calcio in una squadra di Serie A del Belgio. Nulla di strano, si dirà: ma la storia di questo ragazzo, David Sow, è particolare. La racconta Elisabetta Andreis sul Corriere. E un "pezzo" della vicenda riguarda Milano. Il 19enne è un ivoriano, classe 1999: nel 2016 arriva in Italia e si trasferisce sotto la Madonnina dopo la traversata via mare, come tutti gli altri rifugiati in fuga, in questo caso, dai postumi della guerra civile che attanaglia la Costa d'Avorio.

La guerra in realtà è ufficialmente terminata, ma gli ivoriani ne subiscono ancora le conseguenze e, comunque, la situazione non si è del tutto tranquillizzata. Numerosi casi di ammutinamento nell'esercito fanno preoccupare che possa scaturire un nuovo focolaio. Nell'anno in cui anche David è scappato, l'Italia ha ricevuto oltre 7 mila domande di protezione da parte di ivoriani.

Il 19enne non rimane però a Milano, ma va in Svizzera. Il suo talento calcistico viene notato dagli allenatori del Friburgo, squadra dell'omonima città tedesca, che lo chiamano nelle loro formazioni giovanili. Ma non ha i documenti in regola e quindi le forze dell'ordine lo rimandano in Italia, dove viene alloggiato in un centro d'accoglienza. La vita di David riprende a Milano, dove la sua capacità calcistica lo porta al Playmore di via Moscova, il playground dove nasce un progetto di integrazione attraverso lo sport che coinvolge anche altri ragazzi ospiti dei centri.

Diventato maggiorenne, David viene inserito nel programma Sprar, quello governativo dedicato ai rifugiati a cui è stato riconosciuto lo status. Il programma prevede un permesso di soggiorno temporaneo e la possibilità di lavorare, nel suo caso in un ristorante. Ma la questione calcio non è archiviata, tutt'altro: il giovane inizia a giocare nella squadra del Calvairate, campionato dilettantistico. 

La storia di David s'intreccia inevitabilmente con l'attualità: il 2018 è l'anno di elezioni in Italia, e sappiamo come sono andate. Fin da gennaio si inizia a parlare dell'ipotesi di chiudere i centri Sprar, e anche se in quel momento è soltanto propaganda David teme che possa realizzarsi sul serio. Inizia a pensare che in Italia per lui le cose si complicheranno e, d'istinto, decide di scappare di nuovo. Questa volta per il Belgio.

Qui, David decide di tentare nuovamente la squadra calcistica. E bussa alla porta dello Standard Liegi, dieci scudetti nella sua storia, una delle squadre più titolate del campionato. Gli fanno un provino e lo prendono, ma soltanto per un tirocinio. Poi la possibilità di fare esperienza in Serie C e, nell'estate del 2018, il passaggio al Kas Eupen, formazione della massima serie belga, dove viene schierato nell'Under 21. E il sogno continua: prossimo obiettivo, la Serie A maggiore.

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