Martedì, 22 Giugno 2021
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Derby MilanoToday: si torna agli anni '80 Rijkaard contro Matthaus

Con questa nuova sfida, ci ributtiamo nei gloriosi anni 80, in cui Milan e Inter si spartivano grandi vittorie e grandi campioni. La sfida di oggi è tra due titani, Franklin Rijkaard e Lothar Matthäus, entrambi sbarcati a Milano nel 1988

Per questo appuntamento del derby di Milanotoday, ci rituffiamo nella fine degli anni ’80 quando Milan e Inter si spartivano vittorie e grandi giocatori. Franklin Rijkaard e Lothar Matthäus sbarcarono nella città meneghina nello stesso anno, 1988, e entrambi hanno lasciato tracce indelebili nei tifosi. Grinta, strapotere atletico, sagacia tattica e leadership assoluta: questi i tratti che accomunano due tra i centrocampisti più forti che hanno dato vita anche a leggendari confronti tra Olanda e Germania.

Franklin Rijkaard
nasce ad Amsterdam il 30 settembre 1962 e debutta nell’Ajax a soli 17 anni, segnando anche una rete nella vittoriosa partita contro i Go Ahead Eagles. Dopo essersi “svezzato” con i lancieri, Frank viene acquistato dallo Sporting Lisbona nel 1987: essendo stato tesserato troppo tardi per poterlo iscrivere nelle competizioni europee, disputa in prestito l’intera stagione al Real Saragozza senza particolari lodi. Il Milan, però, vede in lui il giusto completamento del centrocampo rossonero e lo ingaggia. In un telaio già strepitoso e composto dai connazionali Gullit e Van Basten, Rijkaard si inserisce prepotentemente: Sacchi lo trasforma da difensore centrale a diga in mezzo al campo. Una diga invalicabile dotata di ottimi tempi di inserimento, buona tecnica e incredibile sagacia tattica. Diventa il perno della squadra, dettandone ritmi e tempi. Ma il tulipano non disdegna la soluzione a rete, firmando nel Milan gol decisivi come quello nella finale di Coppa dei Campioni del 1990 contro il Benfica e la doppietta in Coppa Intercontinentale contro l'Olympia di Asuncion. Durante la sua permanenza a Milano, conquista 2 Scudetti (1991/92, 1992/93), 3 Coppe dei Campioni (1988/89, 1989/90), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990), 2 Supercoppe Europee (1989, 1990) e 2 Supercoppe di Lega (1988, 1992). Torna dopo cinque splendidi anni all’Ajax e il destino beffardo lo mette di fronte in una finale di Coppa Campioni che non avrebbe mai voluto giocare: vittoria per 1-0 ai danni proprio del Milan nella finale del 1995 all'Ernst Happel Stadion di Vienna. In Nazionale, inoltre, vince il titolo europeo del 1988 collezionando 73 gettoni di presenza con 10 gol. Come allenatore si distingue prima proprio con la Nazionale Olandese (eliminata da sfortuna e Toldo nella semifinale di Euro 2000) e poi nel Barça di Ronaldinho. Ronaldinho ora è al Milan, chissà se in futuro Rijkaard lo allenerà di nuovo.

Lothar Matthäus il “panzer” più amato dal popolo nerazzurro nasce a Erlangen il 21 marzo 1961: i primi anni della carriera tedesca si dividono tra Borussia Mönchengladbach e Bayern Monaco. Piglio da leader assoluto e tiro potentissimo quanto preciso, si distingue a livello internazionale grazie anche ai Mondiali dell’86, persi in finale contro l’Argentina di Maradona. Ernesto Pellegrini, presidente dell’Inter, se ne innamora e lo acquista due anni dopo. Durante l’esperienza italiana, Matthäus tocca l’apice della sua bravura: appena arrivato, vive da protagonista lo scudetto dei record, prendendosi una rivincita contro Maradona (suo, infatti, il goal decisivo nello scontro diretto contro il Napoli nello scontro diretto). Con Trapattoni allenatore, si trasforma leader a tutto campo: l’allenatore lo convince a trasformarsi in un numero 10 atipico, meno fantasioso rispetto ai suoi colleghi ma tremendamente efficace. Nel 1990 conduce la Germania alla vittoria dei Mondiali in Italia e si aggiudica il Pallone d’Oro. nella sua carriera nerazzurra vince anche una Coppa Uefa e una Supercoppa italiana.ma nel 1992 subisce un grave infortunio al ginocchio. L’Inter, allora, decide di privarsi della sua stella, convinta della sua parabola discendente. Il tedesco, però, dimostrerà di avere risorse inesauribili: in Nazionale disputa ancora due Mondiali da titolare fisso, stabilendo così il record di partite disputate nel Campionato del Mondo e il primato di partecipazioni alle fasi finali dei campionati mondiali. Col Bayern chiude la carriera con un’amarissima finale di Champions persa begli ultimi secondi di gioco e l’ultima stagione agonistica la disputa negli USA con i Metrostars di New York. Anche lui ora ha intrapreso la carriera da allenatore, anche lui ha un sogno: guidare, questa volta dalla panchina, gli amati colori nerazzurri.
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