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Muore a Milano il più grande olimpico italiano di sempre: addio a Mangiarotti

Una crisi cardiaca, a 93 anni, strappa alla vita Edoardo Mangiarotti; con 6 ori olimpici, fu il più grande azzurro di sempre

Solo qualche mese fa, in un tragico incidente stradale, era morto Luigi Carpaneda, suo compagno nell'oro a squadre del 1956. E si è spento a 93 anni, nella sua casa di via Solferino a Milano, anche il grande schermidore Edoardo Mangiarotti.

Con le sue tredici medaglie, sei ori, cinque argenti e due bronzi, è stato l'italiano più medagliato nella storia delle Olimpiadi. 

Muore a Milano Edoardo Mangiarotti

Probabile che il decesso sia avvenuto per una crisi cardiaca. La famiglia ha confermato la morte del campione. 

Mangiarotti nacque a Renato, nel Milanese, nel 1919. Era figlio di Giuseppe Mangiarotti, già schermidore di prestigio internazionale che aveva indossato la divisa azzurra alle Olimpiadi di Londra nel 1908 e maestro d'arme che importò in Italia le varianti della scuola francese di scherma.

Relativamente ai soli Giochi olimpici ha collezionato complessivamente fra il 1936 e il 1960 ben 6 medaglie d'oro, 5 d'argento e 2 di bronzo ed è a tutt’oggi l'atleta più medagliato della storia dell'Italia ed il quarto in assoluto, a pari merito con altri due atleti, alle spalle di Larissa Latynina a quota 18 medaglie, seguita da Michael Phelps con 16 e Nikolai Andrianov con 15.

Per quanto concerne i campionati del mondo sono 26 le medaglie conquistate, delle quali la metà d’oro. Anche nella speciale classifica degli schermidori plurimedagliati ai mondiali risulta l’italiano più vincente di sempre. Si è ritirato dalla scena agonistica dopo le Olimpiadi di Roma del 1960 come il più grande schermidore di spada di tutti i tempi, mentre nel fioretto condivide questo riconoscimento col francese Christian d'Oriola, schermidore che nella sua carriera non riuscì mai a sconfiggere.

Anche la figlia Carola è stata una tiratrice di scherma che ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi, partecipando a quelle di Montreal nel 1976 e di Mosca nel 1980. Condivise col marciatore Ugo Frigerio e lo sciatore Gustav Thöni il privilegio di essere stato selezionato per due volte come alfiere dell'Italia in una cerimonia d'apertura delle Olimpiadi, avendo portato il tricolore sia a Melbourne nel 1956, sia a Roma nel 1960.

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