Lunedì, 14 Giugno 2021
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Muore a Milano il più grande olimpico italiano di sempre: addio a Mangiarotti

Una crisi cardiaca, a 93 anni, strappa alla vita Edoardo Mangiarotti; con 6 ori olimpici, fu il più grande azzurro di sempre

Un'immagine di Mangiarotti durante l'attività agonistica

Solo qualche mese fa, in un tragico incidente stradale, era morto Luigi Carpaneda, suo compagno nell'oro a squadre del 1956. E si è spento a 93 anni, nella sua casa di via Solferino a Milano, anche il grande schermidore Edoardo Mangiarotti.

Con le sue tredici medaglie, sei ori, cinque argenti e due bronzi, è stato l'italiano più medagliato nella storia delle Olimpiadi. 

Probabile che il decesso sia avvenuto per una crisi cardiaca. La famiglia ha confermato la morte del campione. 

Mangiarotti nacque a Renato, nel Milanese, nel 1919. Era figlio di Giuseppe Mangiarotti, già schermidore di prestigio internazionale che aveva indossato la divisa azzurra alle Olimpiadi di Londra nel 1908 e maestro d'arme che importò in Italia le varianti della scuola francese di scherma.

Relativamente ai soli Giochi olimpici ha collezionato complessivamente fra il 1936 e il 1960 ben 6 medaglie d'oro, 5 d'argento e 2 di bronzo ed è a tutt’oggi l'atleta più medagliato della storia dell'Italia ed il quarto in assoluto, a pari merito con altri due atleti, alle spalle di Larissa Latynina a quota 18 medaglie, seguita da Michael Phelps con 16 e Nikolai Andrianov con 15.

Per quanto concerne i campionati del mondo sono 26 le medaglie conquistate, delle quali la metà d’oro. Anche nella speciale classifica degli schermidori plurimedagliati ai mondiali risulta l’italiano più vincente di sempre. Si è ritirato dalla scena agonistica dopo le Olimpiadi di Roma del 1960 come il più grande schermidore di spada di tutti i tempi, mentre nel fioretto condivide questo riconoscimento col francese Christian d'Oriola, schermidore che nella sua carriera non riuscì mai a sconfiggere.

Anche la figlia Carola è stata una tiratrice di scherma che ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi, partecipando a quelle di Montreal nel 1976 e di Mosca nel 1980. Condivise col marciatore Ugo Frigerio e lo sciatore Gustav Thöni il privilegio di essere stato selezionato per due volte come alfiere dell'Italia in una cerimonia d'apertura delle Olimpiadi, avendo portato il tricolore sia a Melbourne nel 1956, sia a Roma nel 1960.

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