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Martedì, 17 Maggio 2022
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El Shaarawy rimorchia su facebook

Il Faraone si racconta a Max: "Ibra bisogna saperlo prendere: il segreto è passargli la palla. Gattuso se la prendeva per le mie sopracciglia, mi mancherà molto. E' difficile tenere i piedi per terra"

"Io cucco su Facebook. Si trova parecchia roba online". Stephan El Shaarawy in un'intervista sul prossimo numero di Max si confessa parlando del suo look, del suo stile di vita, dei social network ma anche di calcio e dei suoi ex compagni di squadra del Milan Gennaro Gattuso e Zlatan Ibrahimovic.

 
LA CRESTA -  Il 'Piccolo Faraone' è famoso per la sua cresta: "Mi hanno chiesto di rasarla appena ho messo piede a Milanello. Poi me l'ha chiesto anche qualcuno nello spogliatoio, ma un compagno mi ha difeso: 'se si pettinano così Hamsik, Neymar e Cissè, non vedo perchè non possa farlo anche lui', ha detto davanti a tutti. Così, il dibattito si è chiuso".
 
LE DONNE - Il fantasista rossonero parla poi del successo che un giocatore ha con le donne: "Arrivi in serie A e immediatamente l'attenzione erotica intorno a te si moltiplica. Mi piace. Ma io cucco su Facebook. Si trova parecchia roba online. Per quanto riguarda l'atmosfera di San Siro è un posto pazzesco, è come un bufalo che ti fiata addosso per 90 minuti. Dal campo lo senti tantissimo. Io allora pedalo, vado a mille, inseguo tutti i palloni, perchè la gente alla fine è questo che vuole".
 
IL RINGHIO DI GATTUSO: La punta rossonera parla poi del suo look: "Rino Gattuso appena si è accorto delle prime aggiustatine alle sopracciglia ha cominciato a cazziarmi di brutto: 'tu devi pensare solo a giocare, hai capito?' Grande. Mi mancherà". 
 
IBRA LEADER - "Grande impresa farsi stimare da Ibrahimovic, ma pensavo peggio. Il segreto è passargli la palla, o inizia a ringhiare. Bisogna saperlo prendere. Altrimenti, qualche dispetto te lo fa", El Shaarawy parla così dell'ex compagno di squadra Zlatan Ibahimovic.
 
IL PAPA' - La pessione è tante e l'italo-egiziano l'affronta così: "Credevo fosse più facile non cascarci. Invece è dura. Quando vedi i calciatori ti viene da dire: ma come fanno a essere così presuntuosi?. L'ho pensato anch'io mille volte. Poi ti ci trovi dentro, con la gente che ti chiede foto e autografi, che ti pompa, e cominci a sentirti un fenomeno anche se non vuoi. Per fortuna c'è mio padre a tenermi con i piedi ben piantati per terra".

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