Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Un defibrillatore cardiaco per Eriksen: il calciatore danese sarà operato

Non è ancora sicuro se il campione dell'Inter potrà riprendere a giocare a calcio. L'olandese Blind, con lo stesso dispositivo, ce l'ha fatta

Eriksen in ospedale

Sarà impiantato un defibrillatore cardiaco a Christian Eriksen, calciatore danese della Nazionale e dell'Inter di 29 anni tuttora ricoverato in ospedale a Copenhagen dopo essersi accasciato al suolo durante la partita contro la Finlandia per gli Europei di calcio, sabato 12 giugno. La federazione calcistica della Danimarca (Dbu) lo ha reso noto con un comunicato diffuso giovedì mattina.

«Questo dispositivo (il defibrillatore cardiaco, n.d.r.) è necessario dopo un attacco cardiaco causato da aritmia», si legge nella nota ufficiale: «Christian ha accettato la soluzione e il piano è stato inoltre confermato da specialisti nazionali e internazionali, che raccomandano tutti lo stesso trattamento. Incoraggiamo tutti a rispettare la privacy e la serenità di Christian e della sua famiglia».

Si tratta dello stesso dispositivo di Daley Blind, calciatore dell'Ajax e della Nazionale olandese, che dovette farselo impiantare a dicembre 2019 per poi riprendere l'attività agonistica dopo qualche mese. Segno che, con il defibrillatore cardiaco, si può anche tornare a giocare a calcio. La carriera di Eriksen non è dunque necessariamente finita come molti pensano. Tutto dipenderà, ovviamente, da come andrà il recupero dopo l'operazione a cui il calciatore danese verrà sottoposto.

Il selfie in ospedale: «Sto bene»

Ad esami ancora in corso, martedì mattina Eriksen si è scattato un selfie con pollice all'insù in ospedale e lo ha postato su Instagram per salutare e ringraziare tutti quelli che si sono stretti intorno a lui e gli hanno mostrato affetto in queste giornate difficili. «Ciao a tutti, grazie mille per i vostri dolci e sorprendenti saluti e pensieri da tutto il mondo. Significano un sacco per me e la mia famiglia - ha scritto il numero 10 danese -. Sto bene, date le circostanze. Devo fare ancora qualche esame in ospedale, ma mi sento bene. Adesso tiferò per i compagni della Danimarca nelle prossime partite».

Il calciatore - che in campo è stato sottoposto a un lungo massaggio cardiaco prima di essere rianimato anche con l'utilizzo del defibrillatore - resterà quindi ancora qualche ora in ospedale, anche perché bisogna capire l'origine del malore che lo ha colpito. Poi sarà il tempo delle valutazioni su un eventuale ritorno in campo: la Danimarca e l'Inter lo aspettano. 

Il malore, il ruolo di Kjaer e i medici

Eriksen, al 43', è crollato a terra non lontano dalla bandierina, lungo la linea laterale, in una posizione defilata sul terreno di gioco. Provvidenziali i soccorsi immediati e l'uso del defibrillatore. «Quando sono arrivato da lui, era coricato su un fianco e stava respirando. Rapidamente il quadro è cambiato e abbiamo cominciato le manovre per il massaggio cardiaco. Abbiamo ricevuto un aiuto straordinario dal medico dello stadio e dai soccorsi», ha dichiarato Morten Boesen, medico della Nazionale danese: «Abbiamo ripreso Christian prima che il giocatore venisse portato via in ambulanza. Mi ha parlato prima di essere trasferito in ospedale».

Tra i primi a soccorrere Eriksen il capitano della Nazionale, e difensore del Milan, Simon Kjaer. Gli ha immediatamente spostato la lingua per riaprire le vie aeree superiori, poi ha portato la squadra a fare "scudo" ai soccorritori davanti alle telecamere e ai fotografi, infine è andato a consolare la moglie di Eriksen che era appena corsa in campo in lacrime.

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