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A Milano la “Champions dei piccoli”, ma a vincere sono lealtà, uguaglianza e rispetto

Sabato, poche ore prima della finale di San Siro, in un campo allestito nel cortile del Castello Sforzesco si è tenuta la finale di F4f, evento organizzato per promuovere i veri valori sportivi

Due giovani calciatori dell'Inter - Foto © Crg MilanoToday

I loro occhi non riuscivano a staccarsi dal pallone. Continuavano a guardare quelle scarpette che molti di loro hanno visto soltanto in tv e quei ragazzi della loro stessa età che si sfidavano su un campo da calcio. Un campo da calcio vero, di quelli che - purtroppo - da loro sono quasi un sogno. 

Sono riassunti, e meravigliosamente, negli sguardi increduli e fieri dei giovani calciatori siriani presenti, i valori di Football for Friendship, l’evento organizzato da Gazprom a Milano per promuovere i veri valori dello sport e, perché no, per dare la possibilità a giovani calciatori di mettersi in mostra in Paesi diversi dai loro

L’appuntamento, una vera e propria Champions League delle piccole stelle di domani, si è svolto il 27 e il 28 maggio all’Island Fun Village di Busto Arsizio e nella favolosa cornice del Castello Sforzesco di Milano. 

A darsi battaglia sono state trentadue squadre provenienti da ogni angolo del mondo - Africa, Asia, Europa e Sudamerica -, che hanno dato il meglio di sé nel rispetto dei nove valori scelti come punti portanti del progetto: amicizia, uguaglianza, lealtà, salute, pace, devozione, vittoria, tradizione ed onore.

Così, una decina di piccoli siriani - i calciatori erano tutti ragazzini tra i dodici e i quattordici anni - ha potuto per qualche giorno dimenticare la paura e l’orrore. Così, sempre grazie a F4F, una squadra di sole ragazzine - lo Standard Liegi - ha potuto sfidare alla pari i giovani che inseguono il loro stesso sogno. Così, ed è stato uno dei momento più particolari di tutto l’evento, le squadre che hanno rappresentato Russia e Ucraina si sono sfidate sul campo tra strette di mano e abbracci, sinceri e sentiti. 

VIDEO | Le immagini più belle di Football for Friendship

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A vincere sul campo, dopo una bella partita con la squadra ungherese, sono stati i ragazzi del Maribor con un gol del calciatore in maglia numero 7, che ha esultato - riassumendo il sogno di tutti i suoi compagni e avversari - alla maniera di Cristiano Ronaldo. I vincitori, dopo i 20' di gara, hanno ricevuto le medaglie da “Der Kaiser” Franz Beckenbauer, ambassador del progetto e presente alla finale disputata al Castello Sforzesco insieme a Mimmo Criscito, calciatore dello Zenit, e Michel Salgado, ex stella del Real Madrid. 

Gli stessi ragazzi ungheresi e sloveni, però, hanno a loro volta consegnato al Kaiser, presidente onorario del Bayern Monaco, la coppa Nove Valori, il trofeo che premia la squadra - scelta dai giovani calciatori - che meglio ha rappresentato i valori di rispetto e lealtà sportiva, che tutti i partecipanti al torneo hanno rappresentato indossando un “braccialetto dell’amicizia”. 

“Per molti anni è stato un piacere supportare in qualità di Global Ambassador il programma Football for Friendship, che promuove i principali valori umani, a fondamento del benessere di ogni società - ha detto un coinvolto Beckenbauer -. Per questo ora sono particolarmente felice di sapere che il premio simbolo del programma F4f, che rappresenta i suoi traguardi e i suoi obiettivi, è stato assegnato al Bayern Monaco. La Coppa Nove Valori è un riconoscimento che proviene dal pubblico di più ampie vedute, i bambini. Questo - ha concluso il Kaiser - rende la Coppa particolarmente preziosa per ciascuna squadra”. 

“Il numero dei partecipanti al progetto aumenta di anno in anno. Ciò significa che per i ragazzi la pace e l‘amicizia vengono al primo posto indipendentemente dalle differenze culturali e dalle rispettive tradizioni - ha spiegato Alexey Miller, chairman del Gazprom Management Committee -. Ragazze e ragazzi non solo imparano il rispetto reciproco ma divengono ambasciatori dei principali valori umani. Il progetto Football for Friendship li aiuta a realizzare tutto questo. Sono certo che, grazie al nostro sforzo congiunto, possiamo cambiare il mondo in meglio”. 

Di certo, tutti i ragazzini delle trentadue squadre scese in campo in questi due giorni di festa porteranno dentro di sé un ricordo indimenticabile. E tanti nuovi valori. 

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