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Milano: in centinaia ai funerali dell'ex calciatore Mauro Bellugi, stroncato dal Covid a 71 anni

L'ultimo saluto all'ex calciatore di Inter e Nazionale. Marotta: "Esempio per i giovani"

In centinaia hanno partecipato, lunedì mattina, ai funerali dell'ex calciatore dell'Inter e della Nazionale Mauro Bellugi, scomparso a 71 anni sabato 20 febbraio per complicazioni dovute al Covid durante un lungo ricovero all'ospedale Niguarda di Milano. Dentro e fuori la basilica di Sant'Ambrogio tanti rappresentanti della storia nerazzurra e una nutrita rappresentanza della curva Nord: gli ultras hanno esposto lo striscione "Buon viaggio Bellugi eroe nerazzurro".

Tra i presenti, gli amministratori delegati del club Alessandro Antonello e Beppe Marotta, il direttore sportivo Piero Ausilio, l'ex presidente Massimo Moratti e vari ex calciatori tra cui Evaristo Beccalossi, Gabriele Oriali, Claudio Gentile, Bernardo Cornali e Riccardo Ferri. C'erano anche il comico Enrico Bertolino, il senatore di Fdi Ignazio La Russa e il commentatore televisivo Tiziano Crudeli, che ingaggiava con Bellugi storici "battibecchi" rossonerazzurri su 7 Gold.

Sul feretro è stata posta una sciarpa dell'Inter; un lungo, commovente silenzio ha accolto l'ingresso del feretro in Sant'Ambrogio. "Quando una persona come Mauro Bellugi ci lascia, rimane intanto il valore della memoria. Ha avuto un grande senso di appartenenza verso i colori nerazzurri e una grande serietà nel lavoro. Un ricordo che deve servire soprattutto ai giovani, perché Mauro è un esempio che deve essere sempre indicato anche ai ragazzi del nostro settore giovanile", ha dichiarato Marotta lasciando la basilica.

La carriera di Bellugi tra Inter e Nazionale

Bellugi, sofferente di anemia mediterranea, nel mese di novembre del 2020 era stato ricoverato al Niguarda e trovato positivo al Coronavirus. I medici, per salvarlo, furono costretti ad amputargli entrambe le gambe. In tutti questi mesi l'ex calciatore era rimasto in ospedale e aveva iniziato la riabilitazione, ma alcune complicazioni legate al Covid lo hanno stroncato.

Originario del Senese, Bellugi iniziò la carriera di calciatore nelle giovanili dell'Inter, per poi approdare alla prima squadra con cui vinse lo scudetto nel 1971, da non titolare. Di ruolo stopper, proprio nel 1971 segnò l'unico gol della carriera in una sfida di Coppa dei Campioni ("Il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Moenchengladbach", aveva detto con autoironia dopo l'operazione di novembre). Passò poi al Bologna, al Napoli e alla Pistoiese.

A metà degli anni '70 divenne lo stopper titolare della Nazionale, disputando in Azzurro i campionati mondiali del 1978 in Argentina. Dopo il ritiro allenò la Pistoiese e in seguito divenne un volto noto nelle tv locali lombarde, tra cui 7 Gold, come opinionista sportivo.

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