Insulti ai napoletani e a Koulibaly: due partite a porte chiuse per l'Inter (tre senza la curva)

Ecco la decisione del giudice sportivo. Ma la curva potrebbe restare chiusa molto più a lungo

Punizione esemplare doveva essere. E punizione esemplare è stata. L'Inter giocherà le prossime due partite casalinghe senza i propri tifosi dopo i cori contro i napoletani e contro Koulibaly cantati mercoledì sera da parte dello stadio durante Inter-Napoli, poi vinta 1-0 con un gol di Lautaro Martinez

Il giudice sportivo Gerardo Mastrandea ha infatti disposto "l'obbligo di disputare per l'Fc Internazionale due gare prive di spettatori" e "ulteriore gara con settore 2 anello verde privo di spettatori", con la curva che quindi resterà chiusa per tre giornate. 

La decisione è arrivata - si legge nel referto - per i "cori insultati di matrice territoriale, reiterati per tutta la durata della gara nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, provenienti dalla grande maggioranza dei tifosi assiepati nel settore indicato" - la Nord appunto - e "nonché per coro denigratorio di matrice razziale nei confronti di Koulibaly". Proprio per quello coro il Napoli aveva chiesto che la partita fosse sospesa, mentre il sindaco di Milano Beppe Sala ha chiesto scusa al difensore azzurro e ha annunciato che alla prossima occasione lascerà lo stadio. 

Ma se al Meazza le cose non sono andate bene, fuori sono andate decisamente peggio. Un'ora prima della gara, infatti, si sono registrati scontri tra ultras in via Novara, dove i tifosi nerazzurri - accompagnati dai gemellati di Varese e Nizza - hanno teso un agguato ai rivali partenopei. Nei tafferugli ha perso la vita il 35enne Daniele Belardinelli, il capo ultrà della curva del Varese che è morto dopo essere stato investito da un Suv

Per gli scontri e la morte del tifoso, il Questore di Milano, Marcello Cardona ha annunciato che chiederà alla polizia di Stato di vietare le trasferte per tutto l'anno ai tifosi dell'Inter e di chiudere la curva Nord fino al 31 marzo 2019. La Lega, dal canto suo, ha invece deciso che la serie A non si fermerà per - parole del presidente Gabriele Gravina - "dare una risposta tangibile ai violenti che credono di poterci fermare".

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