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Quelli che il karate lo fanno all'aperto con "Mi Muovo"

Intervista a Sabrina Mazza, istruttrice, che insegna arti marziali nel parco Chiesa Rossa: "Voglio tirare fuori le persone dal chiuso della vita frenetica milanese"

«Mi Muovo, la palestra sotto casa che non sai di avere»: è questo il cuore del progetto promosso da qualche tempo dall’Istituto per la Ricerca Sociale e il comune di Milano in collaborazione con alcune associazioni sportive milanesi. Nel parco Chiesa Rossa e in piazza Leonardo da Vinci fino a fine settembre sono infatti in programma corsi di diverse discipline sportive da praticare all’aria aperta, in uno spazio pubblico.

Sabrina Mazza è la presidentessa dell’associazione Kokoro ed istruttrice di karate. Ha già tenuto alcuni corsi all’aria aperta nell’ambito di questo programma e ne ha in agenda un terzo molto particolare, che si avvarrà anche dell’ausilio di attrezzi da combattimento, venerdì 20 dalle 17 alle 19. Ecco cosa ha raccontato a Milano Today.

Quale filosofia è alla base del Karate? "Lo stile di karate che pratico viene da Okinawa ed è quello che ha poi dato i natali a tutti gli altri stili: lo Shorin Ryu (giapponesizzazione di Shaolin). Il karate a cui mi ispiro nasce come difesa personale, quindi l'aspetto agonistico è solo uno step all'interno di un percorso, ma non lo scopo. Insegnando a bambini e ragazzi ho dovuto ovviamente adattare il lavoro, ma neanche più di tanto perché rimane comunque l'obiettivo di studiare nella direzione della situazione reale che si potrebbe venire a creare all'improvviso e quindi anche attraverso il gioco è possibile stimolare la ricerca di strategie di difesa".

Quali sono i benefici che hanno coloro che praticano questa arte marziale? "Innanzitutto fisici, ma di conseguenza anche psichici. Migliorando la tenuta muscolare e la postura, sperimentando il confronto e il contatto (soprattutto nei bambini) migliorano le capacità di relazionarsi con gli altri. Si esce dal proprio piccolo mondo per incontrare quello degli altri e quindi di rimando per conoscere meglio il proprio".

Perché avete scelto di aderire al progetto Mi Muovo? "Perché mi piaceva l'idea di recuperare parti di città mal vissute, che in definitiva significa recuperare parte di noi stessi. Perché era un modo per non arrendersi alla sensazione di sfascio imperante e soprattutto di impotenza. Perché tira fuori le persone dal chiuso della vita frenetica milanese e le fa incontrare". 

Quali sono i vantaggi derivanti dal praticare Karate all'aria aperta? "Gli stessi di qualsiasi attività praticata all'aperto. Parole come chiuso, omologato, orari da rispettare, ritmi incalzanti, programmazione, scadenze vengono sostituite da aperto, libertà, libertà di guardare il cielo, di osservare le nuvole che si muovono, di ascoltare suoni più naturali, di poter chiudere gli occhi e scoprirsi in compagnia di se stessi, ma soprattutto di dover far tanto movimento alla disperata ricerca di allontanare stormi di zanzare".

Quale riscontro ha avuto dai corsi che ha tenuto nell’ambito di questo progetto? "I corsi che ho tenuto a settembre hanno avuto risultati altalenanti. Il primo, quello che ho svolto durante la festa del parco Chiesa Rossa, ha visto la partecipazione di molti miei ex allievi, ma anche di alcuni nuovi bimbi. Tenendo conto che il tempo non era bello, è stato un piccolo successo. Lo scorso venerdì invece ero in piazza Leonardo e c’era davvero una “bolgia” di bambini. Siamo arrivati addirittura a 15, speriamo vada bene anche il prossimo corso che terrò, quello di venerdì 20 alle 17".

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