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Perché Lukaku è stato 'graziato' dalla Figc dopo Juve Inter

Il nerazzurro sarà in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Juventus

Romelu Lukaku ottiene la "grazia" dalla Figc, dopo l'espulsione dalla gara di Coppa Italia contro la Juventus. Il provvedimento è stato deciso dal presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, anche "ritenuto che il principio della lotta a ogni forma di razzismo costituisce uno dei principi fondanti dell’ordinamento sportivo, nella sua dimensione internazionale e nazionale".

"Ritenuto pertanto - si legge ancora nel comunicato n. 170/A della Figc - che sussistono gravi ragioni per concedere in via eccezionale e straordinaria la grazia in relazione alla squalifica inflitta per il provvedimento di espulsione conseguente alla seconda ammonizione". Lukaku quindi sarà in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Juventus

Il fatto e la reazione

Riavvolgiamo il nastro. Martedì 4 aprile, a Torino, si è disputata la gara di semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus e Inter. È finita 1-1. I nerazzurri hanno agguantato il pareggio al 95', in pieno recupero, con un calcio di rigore realizzato da Lukaku, che poi, durante l'esultanza, si è diretto verso la curva dei tifosi bianconeri e ha messo il suo dito indice davanti alla bocca, come per 'zittire' la tifoseria avversaria. L'arbitro Massa lo ha ammonito e subito espulso per doppia ammonizione, e si è scatenato il putiferio in campo. Il regolamento prevede che vada ammonito il calciatore che "agisce in modo provocatorio o derisorio" dopo un gol. E normalmente viene considerata così un'esultanza verso i tifosi avversari. Questo è il motivo 'tecnico' per cui l'arbitro ha ammonito Lukaku. Espellendolo perché il calciatore nerazzurro aveva già avuto un'ammonizione durante la partita.

Il punto delle discussioni di questi giorni è però un altro. Lukaku ce l'aveva con i tifosi juventini dopo numerose espressioni razziste nei suoi confronti dagli spalti. Un problema non nuovo ma che non si riesce a risolvere. Ma, alla fine, ci ha rimesso lui, con l'ammonizione e l'espulsione.

Dopo l'episodio Michael Yormak, presidente della società di management Roc Nation, si è espresso personalmente, affermando che "gli insulti razzisti rivolti a Romelu Lukaku dai tifosi della Juventus sono stati spregevoli e non possono essere accettati" e ha aggiunto che "la risposta dell'arbitro è stata il cartellino giallo. Romelu merita le scuse da parte della Juventus e mi aspetto che la Lega (calcio, n.d.r.) condanni immediatamente il comportamento di questo gruppo di tifosi della Juventus".

In un secondo momento la società di management ha acquistato la pagina sulla Gazzetta per ribadire la sua posizione, ricordando che nel calcio "i giocatori neri sono stati spesso vittime di manifestazioni di odio durante le partite", attraverso i tristemente classici 'buu', ululati, bucce di banana e così via. "Non è mai cambiato nulla in questi anni", scrive Roc Nation sulla pagina: "Non è stata intrapresa alcuna azione capace di sconfiggere questa piaga. Così, alla fine, le uniche persone ritenute responsabili sono i giocatori nel momento in cui reagiscono a questi comportamenti disgustosi subiti durante una partita". Di qui l'invito a "essere migliori di così", per il bene dell'umanità e dello sport.

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