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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Milan: Balotelli in prestito dal Liverpool per un anno. E si presenta "nuovo"

Abituati alle bizze di Super Mario? Le prime dichiarazioni sembrano di un'altra persona

Mario Balotelli è già a Milanello, si allena in rossonero ed è stato convocato per l'incontro con l'Empoli: ma l'ufficialità del trasferimento dal Liverpool è arrivata solo giovedì 27 agosto dal club di via Aldo Rossi. E si parla di "titolo temporaneo" (cioè prestito) fino al 30 giugno 2016. Intanto è stato reso noto che, nel contratto, sono state previste clausole molto stringenti sullo stile di vita di Super Mario, che dovrà rinunciare a look esasperati, alle sigarette, all'alcool, alle discoteche.

Per il ritorno, però, Balotelli ha scelto un profilo estremamente rassicurante. In un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport si è dichiarato "un uomo" e ha commentato di avere di fronte "il secondo tempo della sua carriera", dopo avere "sprecato diverse occasioni" finora. Un Balotelli umile e cresciuto ("ho 25 anni, non sono più un bambino", ha affermato), disposto a "riconquistare tutto e non pretendere nulla", che promette di "non avere dimenticato come si gioca a calcio".

Obiettivo primario, la riconquista della Nazionale in vista degli Europei di Francia. "Rivedermi con la maglia azzurra - rivela - era uno dei sogni di mio padre, prima di morire. Lo devo anche a lui". Ed un altro riferimento al papà adottivo, recentemente scomparso, ma anche alla figlia Pia, circa la sua rinascita e maturità: "Sono le situazioni che ti fanno maturare. Si tratti della gioia di capire cosa vuol dire essere padre o del dolore di perderlo, un padre", spiega. E ancora: "Quando Pia sorride il mondo torna ad essere a colori. Con lei è cambiato tutto". 

Ha dato l'addio al Liverpool, pronto a ricominciare col Milan: "Mino Raiola (il suo procuratore, n.d.r.) mi ha avvertito sabato: fai i bagagli e prendi un aereo privato". Felice di incontrare di nuovo Sinisa Mihajlovic, che era il vice di Roberto Mancini negli anni dell'Inter: "Mi conosce da quand'ero ragazzo, lo ringrazio perché mi ha ascoltato senza farsi condizionare dal si dice". E 'difende' Silvio Berlusconi, che in passato aveva parlato di lui come di una "mela marcia". "Il suo sì è stata la sorpresa più grande, non me l'aspettavo. Ma quella frase su di me era stata estrapolata da un contesto, mela marcia non lo sono mai stato".

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