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Milan, Allegri sotto accusa: si parla di Tassotti e Inzaghi

Solo tre punti in campionato, un pareggio in Champions League e nessun gol segnato davanti al pubblico di San Siro. L'avvio di stagione peggiore nella carriera di Massimiliano Allegri

Vincere a Udine contro i bianconeri di Francesco Guidolin. Non ha grande scelta Massimiliano Allegri per restare al suo posto sulla panchina del Milan. La società gli ha infatti concesso una sorta di fiducia a tempo. E se l'allenatore supererà il decisivo esame di domenica al Friuli, poi sarà sotto osservazione fino al derby del 7 ottobre, altro appuntamento cruciale. Dopo il deludente pareggio con l'Anderlecht nella prima serata di Champions League, il presidente Silvio Berlusconi e l'ad Adriano Galliani hanno valutato la situazione di un allenatore che, dicono rumors da Milanello, non è più in perfetta sintonia con i giocatori. 

LE ALTERNATIVE - Filippo Inzaghi da due mesi guida gli Allievi Nazionali rossoneri ed è già un candidato a prendere il posto del suo ex allenatore. La soluzione più praticabile è però quella di promuovere il vice di Allegri, Mauro Tassotti, con l'idea di puntare nella prossima stagione su un tecnico come Pep Guardiola. Pare che Berlusconi fosse propenso a voltare subito pagina, e che Galliani lo abbia persuaso ad aspettare. Come ogni ultimatum, può avere effetti positivi o negativi. Dal canto suo, Allegri rivendica con orgoglio di essere "l'allenatore che ha fatto più punti nelle ultime due stagioni in Italia".

GALLIANI E ALLEGRI - Il rapporto fra i due è crollato ai minimi storici quando Galliani, presi Bojan, Pazzini e De Jong ha annunciato: "È colmato il gap con le rivali, Allegri non si può più nascondere. Basta parlare di terzo posto, giochiamo per vincere lo scudetto". Ma l'impatto dei rinforzi non è stato immediato, Pato e Robinho si sono subito infortunati, Boateng e Nocerino non sono quelli dell'anno scorso, e senza risultati la squadra ha perso convinzione. Il dito medio di Mexes ai tifosi che fischiavano e la bottiglietta scagliata da Boateng in panchina dopo la sostituzione sono segnali di un certo nervosismo. Allegri in questi giorni dovrà lavorare anche sull'aspetto mentale per giocarsi al massimo le sue ultime chance, e non può certo aggrapparsi a Montolivo (questa volta sembra davvero pronto a tornare in campo a Udine) come la panacea delle difficoltà di gioco del Milan. 

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