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Milan, Allegri: "Vorrei rimanere altrimenti vado al mare"

Allegri: "Mi hanno dato fastidio certe illazioni, che hanno riguardato anche altri allenatori. Sentir dire che ho firmato per tre anni con la Roma"

Massimiliano Allegri ha "le idee chiare" sul suo futuro: "ho un altro anno di contratto, voglio restare. Spero di restare". Adriano Galliani conosce bene le volontà del suo allenatore, ma anche l'interesse della Roma e sa che l'ultima parola spetta al presidente Silvio Berlusconi: "Fra due settimane finisce il campionato, portiamo pazienza". 

"Con Berlusconi c'è un buon rapporto - ha aggiunto Allegri - Ci confrontiamo, qualche volta ci sono idee diverse. Ma se sono qui da tre anni, un pò di fiducia in me deve averla. Mi hanno dato fastidio certe illazioni, che hanno riguardato anche altri allenatori. Sentir dire che ho firmato per tre anni con la Roma. Io sono onesto, la società sarebbe stata la prima ad esserne informata. Se poi - ha continuato, scherzando - il Milan deciderà diversamente su di me, me ne andrò in una città di mare. Napoli? No, intendo la mia Livorno". 

Continuano a inseguirsi le voci di un piano di Berlusconi per affidare a Seedorf la panchina, destinata comunque a un ex rossonero per il post Allegri. "Il rapporto fra Allegri e Berlusconi è ottimo - ha spiegato Galliani, che ha parlato con il presidente subito dopo la partita - non ci sono due Milan: esiste un solo Milan, unito e coeso".

Di certo è compatto il fronte dei giocatori a favore di Allegri. "Con lui mi trovo da Dio, penso che rimanga, io farei di tutto per farlo restare", ha sorriso Balotelli, che da Allegri si prende una reprimenda per la sesta ammonizione in 10 partite e una prolungata protesta a muso duro con il guardalinee Preti a cui ha puntato l'indice ma anche i complimenti per il gol (il nono) decisivo segnato dieci minuti dopo quella scenata. 

"Con 4 punti di vantaggio sulla Fiorentina sono più tranquillo, mi sono riempito di un calmante chiamato EN", ha notato Galliani, secondo cui mercoledì a Pescara "c'è il match ball" per il terzo posto che «è importantissimo, ma diverso dallo scudetto", tanto per correggere il paragone di Allegri. Invece il Torino dopo 4 ko di fila, mercoledì con il Genoa, ha bisogno di punti per la salvezza. 

"Commentare questa sconfitta è difficile - ha allargato le braccia l'allenatore granata Giampiero Ventura - Siamo stati padroni del campo, è sceso un silenzio irreale a San Siro. Poi, puntualmente, su un cross innocuo, a difesa schierata, c'è stata di nuovo questa situazione negativa. Una vittoria da qui alla fine dobbiamo farla, con Genoa, Chievo o Catania. Il destino è nelle nostre mani, se giochiamo così non posso essere preoccupato".

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