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Milan, Berlusconi conferma Galliani: "E' amico e manager di livello mondiale"

Il presidente spazza via le voci che avrebbero voluto un allontanamento dell'amministratore delegato. Nel frattempo Allegri prepara la sfida contro lo Zenit di Spalletti

L'amore tra Silvio Berlusconi e Adriano Galliani è destinato a continuare. Il presidente del Milan, attraverso un comunicato, conferma la fiducia verso il suo Amministratore Delegato: "Sono apparsi oggi su alcuni organi di stampa articoli relativi alla società AC Milan e ai suoi assetti. Si tratta di voci, chiamiamole così, destituite di ogni fondamento. Colgo anzi l'occasione per ribadire la mia totale fiducia in Adriano Galliani, uno dei massimi manager calcistici a livello mondiale a cui mi lega un'amicizia trentennale e un'incondizionata stima professionale". Insomma tutto rientrato. Non c'è nessuna crisi.

Il Milan, allora, si può concentrare con tutte le forze nella sfida di domani sera contro lo Zenit San Pietroburgo. Sono nati a 80 chilometri di distanza, e con una differenza anagrafica di otto anni, e da dilettanti Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti sono cresciuti nella stessa società, la Cuoiopelli, in provincia di Pisa. Poi il loro destino si è incrociato due anni fa quando il Milan fra i due ha scelto di affidare la panchina al primo. Mercoledì, per tenersi stretto il posto il livornese deve superare il collega di Certaldo, provincia di Firenze, e il suo Zenit San Pietroburgo nella trasferta di Champions League che precede di pochi giorni il derby. Sono due test della verità per il Milan, che ha solo 7 punti dopo 6 turni di campionato, e ha fatto cilecca alla prima di Champions con l'Anderlecht. 
 
Il dubbio è lecito: si proseguirà con Allegri a prescindere da questi due risultati? "Sì, assolutamente - assicura Adriano Galliani prima di volare in Russia -. Ogni allenatore dipende dai risultati, e se perde tutte le partite è a rischio, ma non c'è un pericolo imminente per Allegri: non è in discussione. Comunque sono sicuro che i risultati arriveranno e non si parlerà più di Allegri". Nemmeno Spalletti se la passa benissimo. Dopo una costosa campagna acquisti si ritrova solo 7/o dopo 10 giornate, l'arrivo di Hulk e Witsel ha creato subbuglio nello spogliatoio, due giocatori sono finiti fuori rosa e anche lo Zenit è obbligato a vincere. "Non è una partita decisiva ma delicata perchè con l'Anderlecht abbiamo pareggiato - avverte Galliani - Lo Zenit ha qualche problema ma è una buonissima squadra, ha speso un sacco di soldi per giocatori importanti, d'altronde in Russia si paga il 13% di tasse". 
 
Sull'argomento l'ad rossonero è sensibile, come sulle squadre sponsorizzate da marchi riconducibili alla loro proprietà in barba al fair play finanziario: "Non faccio il censore dei costumi, deciderà la Uefa". Per quanto riguarda il Milan, e l'Italia in generale, la realtà è che «ormai è impossibile avere i top player". Così, dopo la rivoluzione estiva, in attesa di Pato, con Robinho appena rientrato (e piuttosto nervoso), Boateng involuto rispetto all'anno scorso, in questo momento la 'stellà della squadra di Allegri è Stephan El Shaarawy, 4 gol nelle ultime 3 partite. "Un contropiedista così di soli 19 anni non lo abbiamo mai avuto. Ora che ha meno concorrenza può giocare stabilmente titolare ma bisogna avere pazienza", frena Galliani, consapevole che sul ragazzo ha già messo gli occhi il Manchester United: "Abbiamo appena rinnovato il contratto fino al 2017, i tifosi possono stare tranquilli". 
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