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San Siro potrebbe restare deserto (Foto Infophoto)

San Siro potrebbe restare deserto (Foto Infophoto)

Milan, la rabbia dei tifosi: San Siro deserto e boicottaggio del club

Duro comunicato della curva Sud: “Invitiamo tutti a disertare lo stadio in occasione di Milan-Cagliari e ad evitare di acquistare merchandising ufficiale”. Nel mirino Berlusconi e Galliani

Loro hanno sempre vissuto il Milan “come una priorità”. Per lui, il loro presidente, non sono più certi che il Diavolo sia davvero la prima delle cose sulla lista. E per questo, e per tanto altro, hanno deciso di disertare San Siro. Hanno deciso di abbandonare non il loro Milan, ma chi - secondo loro - lo ha ridotto in questo stato. 

La Curva Sud di San Siro ha deciso di inscenare una clamorosa protesta dopo il periodo, che dura ormai da tanto, non esattamente esaltante della squadra rossonera. Semplice la modalità scelta: lasciare vuoto lo stadio. Intuibile l’obiettivo: costringere Silvio Berlusconi, o chi per lui, a fare chiarezza. 

“Tutto quello che state per leggere - scrive la Sud in un lungo comunicato - è qualcosa che va oltre il nostro essere Ultras ed appartenenti alla Curva Sud, quello che state per leggere è il sentimento di un popolo, quello rossonero che mai come in questo momento vuole far sentire la propria voce.  Queste parole non sono rivolte solo a chi occupa il secondo blu, ma a tutti quelli che hanno il Milan nel cuore. Da chi si sbraccia in piedi su di una transenna per innalzare i cori, a chi sta seduto nell’ultima fila e ancora a chi ama guardare le partite in tribuna, a chi segue il Milan con passione in tutte le partite o anche saltuariamente”. 

“Stiamo vivendo - sottolinea lo zoccolo duro della tifoseria - una situazione assurda da troppo tempo. E’ inutile soffermarsi ancora sulle campagne acquisti, ne abbiamo già parlato troppo ultimamente, e non vogliamo nemmeno parlare di scelte tecniche. Qui si parla di sentimenti e di passione, e l’appello arriva proprio da chi ha sempre vissuto il Milan come una priorità.  Quante volte abbiamo fatto delle rinunce per il Milan? Quante volte abbiamo risparmiato per poterci comprare la nuova maglia, per poter andare allo stadio, per rifare l’abbonamento?”. 

Ma ora qualcosa sembra essere cambiato. “C’è una cosa - scrive la Sud - che è venuta a mancare e che ora vogliamo in quanto tifosi del Milan ed innamorati di questi colori: la chiarezza”. 

“Abbiamo una serie di domande che vorremmo porre al presidente Berlusconi a questo punto come ad esempio: Perché per anni ci avete buttato fumo negli occhi promettendo un pronto ritorno ai fasti del passato, salvo poi nei fatti iniziare tanti progetti poi abbandonati nel giro di qualche mese? Ci piacerebbe davvero capirlo al fine di evitare di sentirci presi in giro per l’ennesima volta”.

E ancora, una richiesta di chiarezza sulla presunta intenzione di vendere la squadra. “Quanto c’è di vero nelle voci di una cessione, parziale o totale delle quote societarie? - chiedono i tifosi - Se l’intenzione è vendere la società in maniera parziale per poi restare in questa situazione di stallo allora vale la pena cedere la totalità della società e lasciare che qualcun altro prenda in mano la situazione”. 

“Quanta voglia ha ancora di riportarci sul tetto del mondo? E se non ne ha voglia, perché prolungare l’agonia di questa mediocrità che ci sta lentamente portando verso il fondo?Noi siamo ancora grati per quanto fatto in questi 29 anni - sottolinea la Sud - ma ormai abbiamo toccato il fondo e non vorremmo doverci ritrovare a scavare”. 

Quindi una domanda a Berlusconi e una bordata, indiretta, ad Adriano Galliani. “Vuole portare avanti la storia della sua famiglia, legandola ancora al Milan? Noi appoggeremmo sicuramente questa scelta, ma - evidenziano i tifosi - se si trattasse di una scelta portata avanti con criterio, lasciando la società in mano a Sua figlia senza l’impedimento di terze persone che ormai hanno fatto il loro tempo (ed i propri interessi), ma soprattutto con un portafoglio da dedicare al Milan e alla ricostruzione del Milan”. 

“Questo perché solo così potrebbe portare avanti la storia di una famiglia milanese e Milanista che guida un club di livello mondiale della propria città. E’ sicuro di amare ancora questa squadra come il primo giorno? Non dimentichiamo di certo quanto ha fatto per noi, prendendoci in un tribunale e portandoci in pochi anni ad essere sul tetto del mondo.  Ma purtroppo siamo ormai da troppo tempo di fronte ad un immobilismo che ci fa sentire soli, abbandonati a noi stessi e quasi rassegnati”.

Quindi, ecco la protesta: “Purtroppo dopo esser stati sempre fiduciosi e ad aver atteso è giunta l’ora di prendere in mano la situazione e cominceremo con una serie di iniziative volte ad ottenere chiarezza e far capire che troppe cose non ci vanno più bene.  Invitiamo  tutti a disertare lo stadio in occasione di Milan – Cagliari, ma non fermandoci solo a quello, vi chiediamo di evitare di acquistare ogni tipo di merchandising ufficiale. Evitando Casa Milan ed ogni genere di iniziativa per questa giornata. Dovranno restare completamente soli, come ci hanno fatto sentire tante, troppe volte in questi anni”. 

“Invitiamo - continua l’attacco della Sud - chi ha già fatto prenotazioni di viaggi o acquistato il biglietto a restare, se possibile, fuori dallo stadio e se questo fosse impossibile (comprendiamo perfettamente il disagio in quanto siamo sempre i primi a viaggiare per questo nostro grande amore), quantomeno a non esporre striscioni e bandiere, e ad astenersi dal tifare”. 

“Oggi più che mai il popolo rossonero deve dimostrare unità d’intenti e mettere i fautori di questa situazione di fronte alle proprie responsabilità. E soprattutto è giunta l’ora di lasciare da parte le chiacchiere da bar o da internet ed iniziare a dimostrare nei fatti quanto ognuno tiene davvero a questa situazione. E’ l’ultimo appello da parte di Curva, Milan Club e tutto il popolo rossonero, al Presidente, ossia alla persona che più di tutti in questo momento può fare chiarezza e risolvere questa situazione, dopo di che saremo consapevoli - concludono i tifosi - che non resterà altra via se non una forte opposizione”.

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