Sport

Moggi: "Senza Calciopoli e Mourinho l’Inter non vince"

L'ex direttore generale della Juventus attacca la compagine nerazzurra: "Il caso Forlan è emblematico. La difesa a tre fa acqua e Gasperini, seppur bravo, deve cambiare la mentalità e il gioco"

"Sono pronto, il motore è accesso, anzi non si è mai spento", sono le parole introduttive di Luciano Moggi durante la prima puntata della trasmissione ‘Ieri, Moggi e domani’ in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze degli 88,100 (Roma) di Radio Manà Manà Sport. Non si è spento, quindi, il motore del Direttore che fa il punto sul campionato: "Inizio scoppiettante dopo lo sciopero. La Juve darà filo da torcere a tanti per il terz o posto. Conto e il suo Dna sono una garanzia. L’Udinese, il Napoli, la Lazio e il Milan sono andate bene. La Roma e l’Inter sono il punto dolente. I giallorossi mancano di leadership. Totti da solo non basterà vista anche l’età".


Luciano Moggi si è soffermato poi sulla situazione dell'Inter: "Passata l’era Mourinho e finiti i giocatori buoni acquistati dalla Juventus, i nerazzurri si sono persi. Moratti fa troppa confusione. Prima del 2006 acquistavano West e svendevano Pirlo e Seedorf, subito dopo Calciopoli dalla Juve hanno preso Vieira e Ibrahimovic. Il caso Forlan è emblematico, nessuno si è preoccupato se poteva o no giocare in Champions. Bastava un telegramma per capirlo. L’uruguaiano è stato preso per fare l’esterno. Quando si comprano i giocatori bisogna sapere chi si sta acquistando. Gasperini è bravo, ma fa un calcio che non si sposa con le caratteristiche dei giocatori dell’Inter. In particolare la difesa a tre non può essere proposta con difensori lenti come Lucio e Samuel. O il tecnico cambia il suo credo o non può allenare l’Inter. Il 4-3 è stato un risultato raggiunto dal Palermo con pieno merito. Gasperini è lo stesso allenatore che incassava tante reti a Genova, l’errore evidentemente è del presidente che ha deciso di ingaggiarlo. Comunque sia, stiamo parlando della prima partita, sono certo che in corso d’opera l’allenatore cambierà atteggiamento. Credo che l’Inter si riprenda, secondo me è la secondo forza del campionato, ma quando si compra un calciatore si deve sapere cosa si compra. Ora c’è un po’ di confusione". Una chiusura poi sulla mosse di Andrea Agnelli relative alla revoca dello Scudetto del 2006: "La pietra si mette sopra, solo dopo che si sarà fatta giustizia per quello che è successo nel passato".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Moggi: "Senza Calciopoli e Mourinho l’Inter non vince"

MilanoToday è in caricamento