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Inter, Moratti: che attesa per la sua "ultima" contro la Juve

L'avvento di Thohir è vicino e quella di sabato prossimo potrebbe essere l'ultima sfida alla Juve di Massimo Moratti

L'attesa per la Juventus, gli elogi per Mazzarri, l'appoggio ai giovani in rosa. Con largo anticipo sul 'derby d'Italia' Massimo Moratti ha voluto regalarsi una mattinata da tifoso, si è accomodato ai bordi del campo alla Pinetina ed ha assistito all'allenamento del mattino. Una sfida che potrebbe essere l'ultima, da presidente dell'Inter, per Moratti. Strette di mano e buffetti per tutti, una chiacchierata con Walter Mazzarri e il pranzo con la squadra per testimoniare l'appoggio ad un gruppo che nelle prime due uscite di campionato ha mostrato le qualità imposte dal tecnico.
 
Dopo tre successi consecutivi tra Coppa Italia e campionato la terza giornata di A vedrà in scena la sfida contro la Juventus. "Con tutta l'attenzione che bisogna fare a questa partita il pubblico, e io stesso come tifoso, l'aspetta", racconta a Inter Channel il presidente, che al confronto con i campioni in carica tiene particolarmente. Questione di storia, di una rivalità accentuata da 'Calciopolì nell'ultimo decennio, anche se dopo il 2011 l'Inter ha faticato a tenere il passo della 'Vecchia Signora'. 

Walter Mazzarri, al contrario, con il suo Napoli ha provato a porsi come principale antagonista nel biennio appena passato, salvo cedere alla distanza. Ora il tecnico ha deciso di ripartire dalla Milano nerazzurra e i primi frutti del suo credo calcistico si sono già visti in campo. "Lavora tanto, come un giocatore che si dà da fare e che ha anche qualità - dice ancora Moratti - Un giocatore come Ince è rimasto un anno e mezzo ma nella memoria di tutti è un grande interista, umanamente una persona apprezzabile. Così è Mazzarri: una persona che lavora tanto, che ha idee chiare e che ha un modo di fare molto bello sia con i giocatori che con la società". 

Paul Ince è uno dei nomi che hanno caratterizzato gli albori dell'era Moratti, quella dei primi investimenti importanti. L' inglese impiegò qualche mese per adattarsi al calcio italiano, ai contrasti meno veementi rispetto alla Premier League. Gli allenatori, come è noto, non hanno molto tempo a disposizione per convincere e il giudizio su di loro è strettamente legato ai risultati. Quelli che al momento valgono a Mazzarri giudizi più che positivi. "È fondamentale per una squadra che voglia vincere avere la difesa forte, quando l'Inter ha vinto il campionato in qualsiasi momento ha sempre avuto una difesa che funzionava e in questo caso stiamo ricominciando ad averla", è l'analisi di Moratti, memore delle sedici sconfitte accumulate lo scorso anno e di un pacchetto arretrato spesso in balia del contropiede.

La Juventus, avversario di caratura superiore rispetto a Cittadella, Genoa e Catania, potrebbe già far capire a che punto è il progetto del tecnico, dopo che la porta di Handanovic è rimasto inviolata per 270'. Segno che l'aspetto difensivo è tra i cardini di Mazzarri, a cui la dirigenza ha affidato il compito di ridare equilibrio in campo e di valorizzare i giovani inseriti in rosa. "Abbiamo giocatori che fossero giovani e avessero delle qualità e un potenziale per vederli crescere - spiega Moratti - Credo che da quel punto di vista non abbiamo sbagliato. Ci vuole sempre un allenatore che sia d'accordo con questo tipo di politica e, soprattutto, sappia poi sfruttare questa situazione". Un messaggio a Mazzari, ma anche a Belfodil, Icardi e Taider. Simboli di un'Inter che senza i soldi della Champions è ripartita dai giovani e da un tecnico a cui affidare la loro crescita. 

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