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Inter, Moratti: "Decide l'allenatore, penso sia arrivata l'ora di cambiare modulo"

"La sconfitta di Palermo? Ci siamo rimasti male tutti", così il presidente dei nerazzurri Moratti fuori dai suoi uffici a Milano mette in discussione l'operato di Gasperini al Barbera

Dopo gli schiaffi del Barbera, Gasperini si prende la tirata d'orecchie di Moratti: "Cambiare modulo? Sarà l'allenatore a vedere, comunque penso di sì". Un ordine sibillino, più che un suggerimento. Sono bastate le amichevoli e l'avvio di campionato incerto per far tremare la panchina di Gasp.

"Ci siamo rimasti male tutti - ha detto Moratti commentando la sconfitta di Palermo - penso per primo l'allenatore, quindi credo che sia lui stesso per primo, senza bisogno di nessuna spinta, a cercare i rimedi necessari, se non altro al momento per rimettere la squadra in condizione di aver fiducia".

Una fiducia, quella verso l'allenatore, che già vacilla. Moratti ha poi aggiunto che già domani contro il Trabzonspor nell'esordio di Champions potrebbe esserci una piccola rivoluzione: "Mercoledì ci sono delle possibilità di cambiamento, ma qui si va sempre a parlare di percentuali, non vuol dire niente". Per quanto riguarda la prestazione di Mauro Zarate, sostituito dopo poco più di mezz'ora nella gara contro il Palermo, Moratti ha spiegato che "praticamente non ha giocato, nel senso che è entrato e c'è stata un pò di confusione, non è lì che si giudica un giocatore". Nessuna recriminazione sul mancato impiego di Giampaolo Pazzini: "Non giochiamo in 12, quindi... Sono scelte, che sono giuste da parte dell'allenatore. Fra l'altro ha giocato Milito, ha fatto due gol - ha concluso il presidente interista - quindi non posso dire assolutamente nulla. Milito è un supercampione".

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