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Il nodo delle Olimpiadi

Gare olimpiche da Lombardia a Veneto, il no di Sala: "Tutti investimenti privati"

Il sindaco di Milano chiude alla richiesta di Zaia di redistribuire le gare dopo la perdita del bob a Cortina

Redistribuire le gare delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina? Per il sindaco di Milano Beppe Sala non si può fare, almeno per quanto riguarda le gare in programma nel capoluogo lombardo, perché le strutture "sono tutte realizzate da privati". Lo ha detto a margine dell'evento 'Il verde e il blu', giovedì mattina, rispondendo alle sollecitazioni del presidente del Veneto Luca Zaia, secondo cui, dopo l'annullamento della pista da bob a Cortina d'Ampezzo, occorrerebbe redistribuire le discipline perché, a Cortina, ne resterebbero troppo poche: curling e sci da discesa femminile.

Le indiscrezioni parlano delle discipline paralimpiche, mentre sarebbe escluso lo sci da discesa maschile, 'appannaggio' di Bormio, che non è disposta a cedere per nessun motivo. Giovedì mattina, Zaia è tornato a insistere sulla sua idea: "È impensabile - ha dichiarato in un'intervista - che Cortina possa fare le Olimpiadi solo con due gare. Sarebbe anche poco rispettoso nei nostri confronti. Oggi c'è una sproporzione a favore della Lombardia".

Parlando poi di dove far disputare le tre discipline (bob, slittino e skeleton) che si svolgeranno sulla pista da bob, Sala ha chiesto che il criterio sia "dove costa meno e c'è meno impatto ambientale", avvertendo del rischio di una "decisione politicizzata". Le opzioni principali sul campo sono due: Sankt Moritz, in Svizzera, e Cesana, nella città metropolitana di Torino. In entrambe le località, la pista di bob esiste già, ma con una differenza sostanziale. A Sankt Moritz la pista (la più antica del mondo, datata 1904) è sempre stata in funzione ed è pronta. A Cesana, invece, è stata realizzata per le Olimpiadi del 2006 e, in seguito, utilizzata a spizzichi e bocconi e infine abbandonata nel 2012. 

Tra Cesana e Sankt Moritz

La pista di Cesana, insomma, avrebbe bisogno di 31 oppure 14 milioni di euro per la riqualificazione, a seconda che si stia sulla cifra indicata nel progetto di candidatura olimpica per Torino 2026 (31 milioni) o su quella dichiarata dai piemontesi in queste settimane (14 milioni). La pista di Sankt Moritz, invece, è pronta per essere utilizzata. Tutto farebbe propendere per la soluzione svizzera, ma in Italia al solo parlarne si sono alzati muri, a Torino e non solo, per conservare "l'integrità di Olimpiadi interamente italiane", come ha dichiarato l'assessore piemontese allo sport Fabrizio Ricca.

Il governo italiano starebbe lavorando per trasferire a Cesana le gare di bob, per non farle "emigrare" all'estero, anche se con Sankt Moritz trarrebbe vantaggio indiretto anche il territorio valtellinese (soprattutto Livigno). Intanto, il centrosinistra lombardo è compatto sul no a Zaia circa il riequilibrio: prima di Sala si erano già espressi vari esponenti del Pd fin da mercoledì.

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