Olimpiadi, non c'è ancora il nome di chi guiderà la governance

Deciso il profilo (esperienze internazionali e sia nel pubblico sia nel privato) e il modello a "tre teste"

Assegnazione delle Olimpiadi invernali

La governance di Milano-Cortina 2026 sarà a "tre teste". E' stato deciso durante una riiunione a Milano tra il comitato olimpico italiano, i tecnici della presidenza del consiglio e i politici locali: i sindaci delle due città e i presidenti delle due regioni. 

L'appuntamento con il Cio (Comitato internazionale olimpico) è per il 16 e 17 esettembre quando i suoi ispettori saranno a Milano. In quella occasione occorrerà fornire le indicazioni di governance. Non c'è ancora un nome ma un profilo: con esperienza anche internazionale, sia nel pubblico sia nel privato, e con capacità dimostrata di gestire grandi eventi. 

Se non verrà dato un nome, però, agli ispettori del Cio verrà comunque fornito il modello, che è già stato deciso: ci sarà un "consiglio olimpico" per governare gli indirizzi generali, una agenzia di progettazione e, a monte, una società che gestirà il tutto. Probabilmente sarà costituita in forma di Fondazione. 

Dal punto di vista delle infrastrutture, i nodi più intricati non riguardano la città di Milano ma la viabilità verso la Valtellina, che ospiterà diverse gare di sci. Viabilità sia stradale sia ferroviaria, per garantire rapidità e continuità negli spostamenti. A Milano città, si attende da una parte che il gruppo Fs definisca le modalità della gara per il villaggio olimpico allo Scalo Romana e, dall'altra parte, la gara con project financing per l'impianto che sostituirà il Palasharp, mentre l'area di Santa Giulia (dove sorgerà il Pala Italia con investimento privato) verrà bonificata nel 2020.

La contestata legge sullo sport

La crisi di governo e l'uscita di scena della Lega di Matteo Salvini sembrano invece indirettamente raffreddare gli animi del Cio a riguardo della nuova legge sullo sport, recentemente approvata dal parlamento, voluta fortemente da Giancarlo Giorgetti, che introduceva (secondo il Cio) pericolose ingerenze del governo nella gestione dello sport italiano. A tal punto da far scrivere al Cio una lettera di fuoco per "avvertire" della possibilità di escludere l'Italia dal Cio stesso, con ripercussioni sull'assegnazione dei giochi invernali del 2026. Il nuovo governo, probabilmente, rivedrà la legge e sistemerà l'incidente.

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