Olimpiadi e legge sullo sport, il Cio durissimo: «A rischio partecipazione atleti italiani»

Ripercussioni anche su Milano-Cortina 2026. Il ministro Spadafora: «Il presidente del Cio non ha letto la bozza»

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 finiscono nel tritacarne di guerre incrociate, sembra più tra persone che tra istituzioni. Come se l'emergenza sanitaria da covid-19 non complicasse, di per sé, le cose. In realtà, se i detrattori sorridevano all'idea che Milano ospitasse parte dei giochi olimpici invernali, mentre Cortina sembrava più "naturale", è proprio sulle Dolomiti che il presidente del Cio (Comitato internazionale olimpico) Thomas Bach ha puntato i suoi occhi critici. La preoccupazione riguarda infatti la nuova pista di bob a Cortina e il rifacimento della copertura della pista di pattinaggio di Baselga Piné.

Ma il vero tema del contendere è la riforma dello sport in Italia. Una riforma che a Bach proprio non piace, quella che prevede una nuova società dello Stato ("Sport e Salute") che "coabiti" con il Coni, di cui quindi secondo il Cio verrebbe minata l'autonomia. Ed è qui che le parole di Bach si inseriscono nella guerra personale tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora (Movimento 5 Stelle) e il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Azzurri a rischio alle Olimpiadi

Bach, intervenendo alla presentazione dei mondiali di ciclismo a Imola, ha dichiarato che il Cio è «preoccupato sulla non funzinalità del Coni» e ha aggiunto che il testoo di riforma dello sport italiano «non è conforme alla Carta olimpica». Per poi concludere: «Siamo molto preoccupati per la preparazione e l'organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026». Nel prossimo esecutivo del Cio, calendarizzato per il 7 ottobre, l'organismo internazionale potrebbe addirittura arrivare a sospendere il comitato olimpico italiano, il che si tradurrebbe nell'impossibilità di gareggiare sotto la bandiera tricolore per gli atleti italiani (che quindi parteciperebbero alle Olimpiadi sotto l'egida del Cio), ma anche nella messa in discussione del miliardo di euro promesso dal Cio per Milano-Cortina 2026.

Il ministro Spadafora non si è tirato indietro nella polemica e ha accusato Bach di non avere letto la bozza di legge, ma anche di parlarne in modo «inusuale e poco istituzionale». Poi ha aggiunto che i preparativi di Milano-Cortina procedono bene, e non ha mancato di punzecchiare il "nemico" Malagò: «A Bach potranno confermarlo sia il presidente del Coni sia il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, che del resto sono la stessa persona: forse potrebbe in questo caso ravvisarvi qualche forma di conflitto di interesse».

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