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Olimpiadi Milano-Cortina

Mancano 4 anni, ma le opere per le Olimpiadi di Milano sono già in ritardo

L'allarme del presidente del Coni, Giovanni Malagò: "Ridursi a rincorrere fa parte della nostra storia". Più sereni Fontana e Sala

Non c'è ancora una data esatta, ma ci sono già i ritardi. Parte in salita la strada che porta alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Ad alzare la soglia d'attenzione, mercoledì, è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che in mattinata ha incontrato al Pirellone il governatore lombardo Attilio Fontana, il sottosegretario con delega ai grandi eventi sportivi, Antonio Rossi, e gli esponenti della Fondazione Milano Cortina 2026. 

"Fa parte della nostra storia ridursi a rincorrere" e il ritardo sulle opere connesse "nasce dal tempo perso per allestire agenzie infrastrutture, e non aiuta il fatto che ogni anno cambiano governi", ha sottolineato il numero uno del comitato olimpico italiano. "Detto questo non è una cosa che riguarda lo sport, non c'entra nulla il comitato organizzatore che si deve occupare di organizzare al meglio Giochi Olimpici e Paralimpici", ha rimarcato. "C'è un'altra struttura pubblica che deve seguire al meglio nei tempi previsti e nel minor tempo possibile delle opere che sono molto poche quelle indispensabili e qualcun'altra considerata essenziale e propedeutica, come la parte viaria e stradale", ha proseguito Malagò. 

Un po' più ottimista il presidente lombardo, che si è detto felice di "un incontro utile e proficuo che ci ha consentito di fare il punto della situazione. Tutto procede come da programma - ha garantito il governatore - e siamo quindi ottimisti di riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati". "Stiamo aspettando questo cronoprogramma. Non ci sono ritardi, vogliamo cercare di capire i tempi entro i quali le opere verranno consegnate - ha assicurato Fontana -. Il commissario ci ha dato la garanzia che si dovrebbe arrivare a compimento di tutto". Abbastanza sereno è apparso anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che è intervenuto sul tema a margine della commemorazione per i 29 anni della strage di via Palestro a Milano: "Non siamo preoccupati dei ritardi per le Olimpiadi perché mi pare che nei giudizi in Tribunale le cose siano andate come speravamo", ha evidenziato facendo riferimento ai ricorsi presentati al Tar da alcuni esponenti della società civile, che si sono opposti alla costruzione e alla ristrutturazione di alcune opere, come l’Arena Palaitalia e l'ex Palasharp.

All'appuntamento si è discusso anche dell'ingresso, che appare scontato, del governo nella Fondazione creata per le Olimpiadi. "Stiamo lavorando sia con il Coni sia con il governo, con cui stiamo discutendo sulla possibilità che entri nella nostra Fondazione. Il loro ingresso è per rafforzare la Fondazione", ha detto Fontana. Ancora più convinto Malagò: "L'anomalia era che il governo non ci fosse all'inizio nella Fondazione, figlia di una dinamica politico istituzionale. Per quanto riguarda i visti degli atleti che arrivano da Paesi non considerati amici e la sicurezza, il governo comunque aveva già dato tutti gli appoggi fideiussori non solo finanziari. Mi sembra giusto, anche in considerazione di tutto quello che è successo che il governo abbia un ruolo centrale in quella che è una manifestazione che non è di una singola città o regione, ma anzi si ha l'ambizione di farla diventare Olimpiade dei territori", le sue parole. 

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