San Siro, Malagò: "Al Cio non importa se sarà il vecchio o il nuovo stadio"

Il presidente del Coni prova a smorzare le polemiche sull'abbattimento di quello che sarà il "teatro" della cerimonia di apertura dei Giochi del 2026

San Siro

Vecchio o nuovo stadio, che differenza fa? Sembra pensrla così Giovanni Malagò, presidente del Coni e fresco vincitore visto che il Cio di Losanna ha appena assegnato all'Italia (cioè a Milano e Cortina) Le Olimpiadi invernali del 2026. Una vittoria (su Stoccolma-Are) che ha aperto un immediato dibattito sugli impianti e, in particolare, sul futuro dello stadio di San Siro.

E' da un po' che Milan e Inter sarebbero d'accordo per abbattere l'impianto e ricostruirlo, con criteri più moderni, nel parcheggio a fianco. Gli amministratori delegati delle due società non hanno mancato di ribadire la loro intenzione anche a Losanna, dove erano invitati.

Ma, come si sa, San Siro è indicato nel dossier di candidatura come il luogo della cerimonia di apertura dei Giochi. Il che apre un problema riguardante l'adesione al dossier una volta che le Olimpiadi sono state assegnate. Sul punto, il sindaco di Milano Beppe Sala è stato chiaro fin da subito: per lui, il Meazza è nel dossier e quindi resta in piedi almeno fino al 2026. 

Diversa l'opinione di Malagò, che il numero uno del Coni ha espresso lunedì 1 luglio intervistato da "Radio Anch'Io Sport". Secondo lui, al Comitato Internazionale Olimpico importa relativamente se l'inaugurazione dei Giochi si farà nel vecchio o nel nuovo stadio. «Gli stadi vengono abbattuti e ricostruiti in tutto il mondo. Noi, per le Olimpiadi, abbiamo presentato San Siro. Al Cio non interessa se si tratterà del vecchio o del nuovo San Siro, del San Siro di sempre o di un San Siro ristrutturato», ha chiarito.

Effettivamente gli ispettori del Cio avevano più o meno detto la stessa cosa quando, ad aprile del 2019, avevano compiuto l'ultima visita ispettiva a Milano e Cortina.

Sala, alla festa di Emergency durante il weekend, ha invece affermato che preferirebbe il rifacimento dell'attuale Meazza. «Ma - ha aggiunto - da sindaco non è che non possa ascoltare le due società se propongono un nuovo stadio. La convivenza di due stadi invece la vedo difficile, perché uno stadio così grande a livello di costi e manutenzione è molto elevato».

L'incontro tra Sala e i due club dovrebbe realizzarsi entro la fine di luglio. «Da cittadino voglio resistere - ha anche detto il sindaco - sono legatissimo allo stadio, ma mettetevi nei miei panni. Se io alle due società dico che non parlo dell'ipotesi di un nuovo stadio, loro rispondono che allora lo faranno a Sesto, dove gli regalano anche le aree».

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