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Milan: Barbara Berlusconi vuole Maldini e Fenucci. Si parla anche di Albertini

Nuove strategie di reclutamento per non dipendere dagli agenti. Il cambio di rotta su cui batte Barbara Berlusconi riguarda soprattutto il sistema di reclutamento

Le critiche di Barbara Berlusconi alla gestione del Milan assomigliano molto a un programma per il futuro. In cui nuove strategie di lavoro, in particolare per la ricerca di talenti, potrebbero essere interpretate da nuovi volti. La figlia del presidente rossonero Silvio Berlusconi sembra aver messo le basi per una svolta, e già si parla dei personaggi che possono, presto o tardi, riempire le caselle dell'organigramma finora guidato da Adriano Galliani, amministratore delegato e vicepresidente vicario. 

Fra i candidati a prendere il suo posto c'è Claudio Fenucci, romano classe 1960, dal 2011 ad della Roma, e circolano anche il nome di Michele Uva, dg di Coni Servizi, e Daniele Pradè attuale ds della Fiorentina. Per un ruolo operativo nel settore tecnico ricorre con costanza quello di Paolo Maldini, capitano dei più recenti anni gloriosi del Milan berlusconiano, in rapporti freddi con Galliani.

Si parla anche di Demetrio Albertini, altro ex rossonero e vicepresidente della Federcalcio, che giura di assistere "da spettatore" alla vicenda e nota: "Al Milan ci sono stati altri momenti così difficili e sono stati superati. Come si condividono le gioie si devono condividere anche i momenti negativi, e serve unità d'intenti". 

Il cambio di rotta su cui batte Barbara Berlusconi riguarda soprattutto il sistema di reclutamento, settore in cui è coinvolto anche il ds Ariedo Braida. L'impressione della proprietà, ma anche di diversi addetti ai lavori, è che la rete di osservatori internazionali sia stata trascurata negli ultimi due anni circa, complice anche la partenza di Riccardo Pecini, figura di coordinamento per il mercato internazionale, dall'estate 2012 direttore tecnico del Monaco. 

Si guarda anche al modello di altre società, inclusa l'Udinese, che in questi giorni ha tre emissari a Dubai per il Mondiale Under17 e un sistema capillare di osservatori, le cui segnalazioni sono vagliate in una sala con una dozzina di monitor che trasmettono partite da tutto il mondo. Strumenti utili per individuare i talenti anzichè attendere che i procuratori (spesso ricorrenti) a proporre i giocatori da acquistare.

Ad ogni modo, per fare squadre vincenti servono sempre i campioni affermati. E sotto questo profilo la proprietà smentisce il 'voto' contro Balotelli: è considerato incedibile e un riferimento per il futuro, come ha assicurato anche Galliani. Su questo sembra esserci condivisione. 

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