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Il regalo di un lettore allo storico portiere del Milan Antonio Rigamonti

La richiesta è arrivata in redazione da un tifoso dello sportivo. Consegnare di persona un regalo a quell'atleta che è stato per lui modello di sport e di vita

Foto Wikipedia

"Mitico portierone Antonio Rigamonti ho acquistato una bottiglia di grappa a Vipitino, in quei luoghi dove ti allenavi. Appena sarà finita l’emergenza vorrei consegnartela di persona. Per me sei stato un mito e un modello”. Così inizia la lettera che il milanese Gianni Zin ha inviato alla redazione di MonzaToday con la speranza che il suo appello venga letto dallo storico portiere del Milan (in foto) che vive in Brianza. Rigamonti, classe 1949, nato a Carate e cresciuto calcisticamente in Brianza, ha indossato anche la maglia del Milan. Ed è proprio tra le fila dei rossoneri che Zin ha conosciuto Rigamonti del quale ha sempre apprezzato, non solo la bravura calcistica, ma anche l’estrema gentilezza e umanità.

"Mi hai fatto assistere agli allenamenti da centro campo"

Ricorda come se fosse successo ieri quell’incontro avvenuto nel 1976 a Meina, in provincia di Novara, quando Gianni era poco più che un ragazzino, già innamorato dei colori rossoneri. “Avevo 14 anni – racconta Zin -. Il Milan era allenato da Pippo Marchioro  che aveva l’abitudine di far correre in campo i calciatori a forma dell’otto, e non in tondo come si fa di solito. Io ero seduto a bordo campo. Rigamonti si avvicinò e mi chiese, con una squisita gentilezza e umanità, di sedermi a centro campo. Visto che ogni giro erano obbligati a passarvi, il mio compito era quello di tagliare le fette di limone. Ero felicissimo”. Quel portierone, immenso agli occhi del giovane Gianni, gli porse anche un sacchetto pieno di limoni e un coltello, permettendo a quell’adolescente innamorato del pallone di assistere da centro campo agli allenamenti di Rigamonti, Albertosi, Incontri, Rivera, Collovati…

"Ho vissuto un sogno"

“Mi sembrava di vivere in un sogno – racconta ancora commosso Gianni Zin -. All’epoca giocavo a pallone, facevo il portiere. Cercavo di emulare Rigamonti e gli altri portieroni del Milan. Ricordo ancora la partita del Campionato allievi: io nell’ A.C. Trezzano contro il Milan finita con un pareggio, mi segnarono solo su autorete. In panchina c’era il grande Mister Italo Galbiati. L’ho incontrato alcuni anni fa e abbiamo ricordato quel match quando l’allora attaccante del Milan Guerra, che mi piacerebbe incontrare, si fece male per segnarmi”. Adesso il sogno di poter bersi un bicchiere di grappa con il suo idolo, Antonio Rigamonti, per ringraziarlo di quegli insegnamenti e stimoli che il portierone neppure sa di aver trasmesso a quel giovane innamorato del calcio.

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